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martedì 22 dicembre 2020

Subtropical ssp devi’s club

english text below .Quest' anno molti, sogneranno un natale ai tropici,un desiderio di 'evasione dalle contingenze storiche . Quando ero bambino, la mattina di Natale, mangiavo un mango, una papaia (mamão in portoghese) e un'avocado, colti dal mio giardino.
Semplicemente, quello che facevo ogni mattina, ero totalmente ignaro delle fastidiose celebrazioni in atto.
Mi dondolavo sull' altalena, attaccata a due alberi di Euphorbia pulcherrima (stella di natale)in fiore . In seguito nutrivo os meus papagaios e periquitos.
Tra una bracciata e un'altra in piscina, mi ricordavo che avevo addobbato l' Araucaria excelsa,( stupenda conifera tropicale,che il resto dell' anno tenevano piantata col vaso in giardino.
A bordo piscina, guardavo la Roystonia Regia ed esclamavo “Cavolo, oggi é il giorno di Natale”.
Senza dubbio, questo, per me, é il Natale perfetto, calore, tropici. 
A mio parere i tropici, sono saporiti, come l' infanzia, ed é per questo che l'evento Subtropical ssp. ,organizzato da Mario Mariani e Matteo Boccardo, nel suo vivaio Central Park, é stato come tornare in famiglia. 
Giungere a casa, a Udinebad, nel Sultanato del Friulanistan, é stato un vero shock.
Sicuramente é per questa ragione che da Settembre, mi sentivo bloccato, non riuscivo a scrivere sull'argomento ed ero piombato, nel mutismo pre lockdown.
Vedere la locandina di Gardenia che annunciava l' uscita dopo mesi, di un articolo su queste porte aperto che é corrisposto con il mio ultimo viaggio pre chiusura , ha scatenato, un bisogno di parlarne, quasi come l' avvento che anticipa le feste .
. Durante l 'evento ho potuto ammirare d piante ma piante rarissime,in buona parte esotiche, resistenti al freddo,non vistose, associate a piante che fanno macchia di colore, come le Salvie ornamentali. 
  -Il tutto sembrava, un vero giardino in stile tropicale. Tutto era perfetto, la vista d'insieme, ti faceva sognare, non si sapeva dove posare gli occhi da quanti tesori c'erano.
I generi e le specie, della famiglia Araliaceae sono piante legnose, a volta erbacee, sovente rampicanti e sono per lo più originarie delle regioni subtropicali.
I rami sono a volte, provvisti di radici avventizie, che servono alle piante per ancorarsi a supporti verticali (alberi, pareti, pali, ecc.). Le foglie sono composite pennate o palmate, disposte a spirale e sono dotate di stipole.
- I fiori, che possono essere ermafroditi o unisessuali, sono piccoli e riuniti in grandi infiorescenze a pannocchia o ad ombrella, sono attinomorfi e strutturati secondo una morfologia tetracica.
Il frutto è una drupa o una bacca ( molto simili a quelli dell' edera ).
L'impollinazione è anemogama e entomogama e può avvenire in autunno, ad opera di mosche e vespe, ma la maturazione dei frutti, in questo caso, avviene nell'anno successivo (genere Hedera).
Son da anni che sbavo per le Araliacee che sono sul istino del vivaio Crûg Farm,( le specie le metto in fondo all' articolo come note , con foto ) che sono riuscito a vedere all' evento .
- Un vivaio fantastico, sempre alla ricerca di piante ad altitudini elevate, in paesi caldi, per poterne avere le varianti e i cloni che
più si sono adattati, al freddo . Il genere tipo é rappresentato dalle Aralie che sono erbacee o legnose, la cui specie più comune é la Cordata, quelle legnose hapnno spesso delle spine bellissime, al contrario di quelle erbacee.
Brassaiopis é il mio genere preferito é rustico ed é la versione rustica della splendida Trevesia che ha le foglie giovani, che sembrano un fiocco di neve
-Ci sono le versioni resistenti al freddo delle schefflere che coltiviamo in appartamento, e che sono stupende, invece gli eleutherococcus sono decidui hanno delle drupe molto grandi, e con na specie si fá un tipo di ginseng .
Gli Oreopanax hanno delle bellissime foglie a mó di Liquibambar ,il Chengiopanax e Gamblea sono degli alberi stupendi che ricordano degli aceri oplopanax: devil's club ( mazza del diavolo ) e  ha delle bellissime drupe rosse, e delle foglie palmate assai grandi merilliopanax hanno foglie particolari
i tetrapanax sono le piante migliori per dare un effetto tropicale, visto le grandi foglie palmate giganti.
Sono uno statement molto forte ed elegante, sopportano molto bene il freddo e il caldo. 
-Se si stabiliscono bene bene possono essere anche invasive, solitamente le altre vanno un po' riparate dal freddo.
In questa lista, manca lo stupendo pseupopanax crassifolius che ho lasciato da Mario, ma solo perché non avevo piú spazio in valigia. 
-Oltre alle aralie c' erao,una grande collezione di rovi,di begonie rare e rustiche, di felci etc. 
-Da notare era ,la famiglia delle restionaceae, le quali hanno avuto delle convergenze evolutive con gli equiseti,con forme simili, ma senza legami genetici.
Questa idea del tropical era nata come una continuazione del geniale progetto 5 esposto all' Orticolario di Villa Erba, gestito da Moritz Mantero. Il progetto, ha avuto il sostegno tecnico dell' architetto Maria Teresa D'Agostino ( tra le cui opere più famose é l' espace vert alla Fondazione Prada ).
Da decenni, siamo ammorbati, da rose inglesi per buona parte inadatte all' nostro clima, o a giardini alla Piet Oudolf, che si rassomigliano tutti, e tutti vogliono piante adatte ai paesi nordici .
 _ Questo evento, e quello dell' orticolario avevano come scopo questionare, queste manie degli ultimi 20 anni. 
  -I giardini tropicali o tropicaleggianti, sono piú climate change friendly che delle Piet Oudolfate?
L' associazione Utopia Tropicale, ha tenuto una conferenza che ha risposto a queste domande. 
 -Per il sottoscritto é stato un pó, come ritornare a casa mentre ascoltavo Riccardo Cucchian e Marta Maran. 
 -Lui, di formazione artistica, non aveva interesse per le piante, ma un bel giorno si imbatté nei quadri del Doganiere Rousseau.  
Prima di partire ne avevo parlato qui https://todoenlavidasepuede.blogspot.com/2020/09/tropicalia-parte-prima.html mi ha fatto strano trovare tanti punti in comund. La sua vita cambió e divenne un maniaco delle piante. Io vengo da una situazione opposta, io ho iniziato a dipingere da bambino, i tropici, che mi circondavano, e che ho mantenuto in quello che io chiamo come l' esilio in europa. 
-Per me i tropici, sono parte della mia storia, come la nonna brasiliana e la bisnonna nicaraguo-britannica. Della conferenza Mi piacque il concetto di “foresta atavica”, Una foresta che é familiare ma che non abbiamo mai sperimentato.
Quando invece Riccardo parló di Odoardo Beccari, ossia la fonte da cui Salgari si è ispirato maggiormente, il mio animo primitivo si trovó subito in sintonia: Beccari, era colui che mi interessava davvero. Ho copiato impunemente da wikipedia : 
   
    [Beccari]Rimasto orfano in tenera età fu ammesso al prestigioso Real Collegio di Lucca, dove, appena tredicenne, mostrò grande inclinazione per la botanica e le scienze naturali. In seguito, nel collegio lucchese, sotto la guida dell'abate Ignazio Mezzetti (1820–1876), cominciò le sue osservazioni naturalistiche.
 - Venuto in contatto con il professor Cesare Bicchi, direttore dell'Orto botanico di Lucca, mostrò a quest'ultimo una specie di tulipano che, risultata mai descritta in precedenza, fu chiamata in onore del giovane ricercatore Tulipa beccariana (oggi Tulipa beccariana Bicchi è noto come Tulipa saxatilis Siebold ex Spreng.).
Fu probabilmente lo stesso Bicchi ad incoraggiare il giovane studente a dedicarsi allo studio delle crittogame ed in tal modo il Beccari, al pari del professore lucchese, divenne uno dei primi collaboratori dell'Erbario Crittogamico Italiano.
 - Nel 1861, ancora studente di Scienze naturali all'Università di Pisa, fu nominato Assistente di Botanica da Pietro Savi. Di carattere irrequieto il Beccari entrò presto in contrasto con il docente e passò così all'Università di Bologna, alla scuola di Antonio Bertoloni, dove conseguì la laurea nel 1863.
 - Qui conobbe Giacomo Doria, naturalista genovese, con il quale allacciò un'amicizia che durò tutta la vita.
Subito dopo la laurea trascorse alcuni mesi ai Kew Gardens, ove ebbe modo di conoscere Charles Darwin, sir William Jackson Hooker e Joseph Dalton Hooker e soprattutto James Brooke, il Rajah di Sarawak (Malaysia). Nell'aprile del 1865, non ancora ventiduenne, salpò, al seguito di Brooke, e in compagnia di Doria, alla volta del Sarawak, dove soggiornò per 3 anni, compiendo numerose spedizioni e raccogliendo moltissimi campioni di piante, conchiglie, farfalle e altri insetti, animali vari. 
Il suo interesse principale divennero comunque le palme: descrisse 130 specie in 25 differenti generi, incluse 15 specie di Pinanga e 12 di Licuala nonché specie di Areca, Arenga, Caryota, Cyrtostachys, Eugeissona, Iguanura, Johannesteijsmannia, Pholidocarpus e Zalacca. 
Nel 1866 scoprì e disegnò sul proprio taccuino la pianta Thismia neptunis, una pianta micoeterotrofica della famiglia delle Burmanniaceae che vive sottoterra e ottiene acqua e nutrimenti dai funghi: solo dopo 151 anni, nel 2017, si è avuta conferma di tale scoperta. Nel 1868, a causa di un violento attacco di malaria, fu costretto a fare ritorno a Firenze. 
Fondò nel 1869 il Nuovo giornale botanico italiano.
 Riprese le sue esplorazioni, dapprima in Etiopia e quindi, nel
1872, in Nuova Guinea e Indonesia.   
-Al ritorno a Firenze, nel giugno 1876, ricevette riconoscimenti da istituzioni e società scientifiche italiane e straniere. 
 -Nel 1877 Beccari partì per il suo terzo viaggio in Estremo Oriente, visitando località di India, Malesia, Australia, Tasmania e Nuova Zelanda; nel maggio 1878, partendo da Giava, compì un'esplorazione di cinque mesi nelle foreste montane di Sumatra, dove scoprì l'Amorphophallus titanum, la più grande infiorescenza del mondo (il primato di singolo fiore appartiene invece alla Rafflesia arnoldii, anch'essa originaria dell'isola). Al suo ritorno a Firenze (fine del 1878), Beccari fu nominato Direttore del Giardino dei semplici, quale successore di Filippo Parlatore.
 - Ben presto, per il suo carattere impulsivo e indipendente, entrò in contrasto con l'Amministrazione dell'Istituto di Studi Superiori e nel 1879 rassegnò le dimissioni. Dal 1880 in poi Beccari condusse la sua attività in condizioni d'isolamento, studiando i materiali delle sue collezioni botaniche raccolti in poche stanze del Museo di storia naturale di Firenze, e pubblicando i risultati sulla rivista Malesia da lui stesso fondata. 

 -Nel 1887 l'Istituto di Studi Superiori sospese i finanziamenti alla rivista. Avvilito da questo ennesimo episodio, Beccari fu costretto a interrompere lo studio del vasto materiale botanico malese e, per qualche anno, anche le sue pubblicazioni.
Uno scaffale dell'erbario Beccari, nel Museo di botanica di Firenze. 
    -I fascicoli rossi indicano i campioni di nuove specie.
 - Si dedicò quindi alla stesura delle sue memorie di esploratore naturalistico pubblicando nel 1902 Nelle foreste di Borneo, un libro che divenne famoso in tutto il mondo, tradotto in più lingue.
 - Nel 1904 l'Accademia dei Lincei lo volle tra i suoi membri, riconoscendo i suoi eccezionali meriti di naturalista e di botanico.
- Continuò la sua solitaria attività di studioso sino alla morte, sopravvenuta nel 1920 a Firenze nella sua residenza del Castello. Gli furono intitolati vari generi di piante: Beccarina, Beccarianthus, Beccariella, Beccarinda e Beccariophoenix (solo questi due ultimi sono tuttora accettati in tassonomia). 
-Il suo nome è inoltre commemorato nelle specie di palme Hydriastele beccariana, Licuala beccariana e Pritchardia beccariana e, in zoologia, nell'epiteto specifico del Varanus beccarii (originario dell'Indonesia, terra da lui esplorata'. 
 -Come al solito i nostri geni, sono uccisi dalle istituzioni.
Poi Riccardo, nel suo intervento, parla di come è stato difficile imparare i nuovi termini botanici, con nomi, famiglie etc. In seguito narra dell' aspetto sociale della sua associazione. 
 Da questa conferenza, ho elaborato le seguenti trucchi per creare un giardino tropicaleggiante:  

  -1) utilizzare, piante completamente rustiche,con delle foglie grandi e colorate, come per esempio i banani rustici( basjoo e sikkimiensis), canne indiche, che con le loro foglie diano l' impressione di esotico.
 Sia la catalpa che la Pawlonia possono essere ceduati, ogni anno cosí da favorire il loro, aspetto giovanile, ossia foglie enormi. la Albizia  ha un aspetto molto tropical, come molte Fabaceae,come i Desmodium,le indigofere , le Caesalpine. 
Non dimenticare di usare fogliami variegati e colorati come i Phormium etc. 
 -Nelle zone di ombra fitta creare cuscini di ophiopogon, liatris e le varie aspidistre puntinate come la 'Chromatographic ' e la ' Milky Way'. le Cordyline e le Yucca fanno subito esotico. 
- Le Fargesie sono dei bamboo che rimangono contenute anche se alte e non inasive che fanno subito tropical. Nei parlai di Fargesie qui https://todoenlavidasepuede.blogspot.com/2020/12/elemento-bambu.html
 Aggiungerei anche l’Iris confusa, mahonie e nandine combinansole,con tutto il resto, possono dare un effetto giungla. 

    -  2) studiare in maniera minuziosa il proprio giardino,per capire, i vari microclimi, capire i punti piú caldi, poù freddi, sud e nord etc, e mettere delle piante piú delicate, e spingere il limite. 
 Come ho fatto con la Setaria Palmifolia
,la Justicia Carnea che tengo in terra a udine .
 In uk, questa é una pratica comune 


   3) modificare il terreno e fare auiole rialzate. Un terreno pregno d' acqua, uccide molto piante soit disant delicate che il freddo in sé. situazioni drenate cambia di molto.
 Ho creato  un raised bed per il mio Ciprypediuj formosanum. 

-  Un’ altra astuzia é una buona  pacciamatura  che fanno da isolante termico alle piante  ancora non del tutto installate, come del resto: il tessuto non tessuto.  
 - Feci così ,con la Dahlia Imperialis, e con la Dicksonia Antartica prima che ho tenuto fuori per una decina d'anni.

    - 4) coltivare in serra o in casa per poi piantarle col vaso nella bella stagione come faccio con le Brugmansie, orecchie di Elefante, Aristolochia etc.
Oppure,seminare e usare delle piante come annuali. ex Coleus, Amaranthus, Celosia, Iresine
Poi la grandezza di questo evento, vede anche dal punto di vista umano, di invontri e chiacchere botaniche Passare cinque minuti con Dino Pelizzaro, é presioso come leggere un libro: impari a conoscere delle piante inedite, ti insegna dei trucchi di coltivazione.
- Le piante di Dino si adattano subito, malgrado molte non sarebbero rustiche nel Mio giardino.
Ma per il fatto che non siano piante olandesi coltivate in maniera meccanizzata, sono molto più adattabili.
. Coltivo la Mandevilla Laxa ,detta gelsomino del Cile, dal profumo superbo, e L’ albero del corallo la Eryrhrina x Bildwillii, prese da Dino. 
Non sarebbero rustiche nella mia zona , ma con delle accortezze e grazie ai suoi consigli,  sono riuscito ad acclimatarle .
  -Pelizzaro, ha fatto la sua gavetta, in una zona, come il sud della Francia che sono stati,dei centri incredibili per acclimatare piante esotiche. 
-Il famoso Nabonnand a golfe san Juan( famoso per le rose té, che in effetti,sono subtropicali) ha acclimatato molte palme e piante esotiche. 
Un’altro esempio é il famoso giardino ’Serre de la Madone’che conobbi grazie a Dino.
Quando visitammo il  giardino mi presentò Claude, l’ allora  direttore del giardino, un altro esempio é il fantastico giardino :Val Rameh e tante altre meraviglie. 
In italia, i giardini Botanici Hanbury e villa Boccanegra  dove fatto il volontario.
-Un esempio glorioso e in decadenza sono  i giardini botanici di Napoli e palermo, erano all' avanguardia per l' acclimatazione. 


—Ne parleró in un seguito. Il prossimo articolo parlerò di Peter Korn che con le sue abilitá incredibili é riuscito a far crescere piante impossibili, per il clima della Svezia .Una Aralia del mio giardino, viene dal suo paradiso
 Molte info preziose sono state carpite dai libri offerti dalla libreria della Natura e le Dalie messicane di Susanna Tavallini .
comprate Gardenia e sognate.


Credits : Annie Zanini Strohl : Mucuna ( foto 1) Mario Mariani,  utopia tropicale ,libreria della Natura .

Lista dei desideri 
Aralia cordata v. sachalinensis 
Aralia aff. chinensis 
Aralia decaisneana 
Aralia chapaense 
Aralia kansuensis 
Aralia aff. armata
 Aralia foliosa 
Aralia armata 
Aralia californica 
Aralia elata 
Aralia continentalis 
Aralia apioides 
Aralia chapaense 
Aralia racemosa 
Aralia bipinnata 
Aralia kansuensis
 Aralia searelliana 
Aralia bipinnata 
Aralia cachemirica 
Aralia aff. searelliana 
Aralia vietnamensis 

Brassaiopsis dumicola 

Chengiopanax
Dendropanax trifidus.
Dendropanax cf. kwangsiensis.
Eleutherococcus giraldii.
Eleutherococcus trifoliatus.
 Eleutherococcus aff. sessiliflorus.
Eleutherococcus sessiliflorus.
Gamblea pseudoevodiifolia.
Gamblea innovans
Gamblea ciliata.

Kalopanax septemlobus
Merrilliopanax alpinus.
Merrilliopanax alpinus.

 Oplopanax japonicus 
 horridus.
xalapensis 

Oreopanax echinops.
Oreopanax hypargyreus.
Oreopanax aff. langlassei 
Oreopanax sectifolius. 
Oreopanax cecropifolius.
Oreopanax bogotensis.
Oreopanax mutisianus.
Oreopanax incisus.

Panax japonicus.
Pentapanax subcordatus.
Pentapax verticillatus.
Pentapanax longepedunculatus .
Pentapanax leschenaultii. 
Pentapanax castanopsisicola.
Schefflera trianae,
Schefflera aff. myriocarpa.
 Schefflera hoi.
 Schefflera kornasii.
 Schefflera alpina ( stupenda ).
Schefflera aff. chapana.
Schefflera fantsipanensis.
Schefflera aff. brevipedicellata.
 Schefflera petelotii 
schefflera macrophylla.


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ENGLISH
This year many will dream of a Christmas in the tropics, a desire to escape from historical contingencies. When I was a child, on Christmas morning, I ate a mango, a papaya (mamão in Portuguese) and an avocado, picked from my garden.
- Simply, what I did every morning, I was totally oblivious to the annoying celebrations taking place. 
-I was swinging on the swing, attached to two flowering Euphorbia pulcherrima (poinsettia) trees.
- Later I fed os meus papagaios and periquitos. Between one stroke and another in the pool, I remembered that I had decorated the Araucaria excelsa, (a wonderful tropical conifer that the rest of the year they kept planted with the pot in the garden.
 At the poolside, looking at the Roystonia Regia, 
-I exclaimed: "Cabbage, today is Christmas day ”. Without a doubt, this, for me, is the perfect Christmas, warmth, tropics. In my opinion the tropics are tasty, like childhood, and that is why the Subtropical ssp. , organized by Mario Mariani in his Central Park nursery, was like returning to family.
- Getting home, in Udine , it was a real shock. Surely it is for this reason that since September,
- I felt blocked, I could not write on the subject and I was plunged into the pre-lockdown silence.
 Seeing the Gardenia poster announcing the release after months of an article on the last pre-closing trip, triggered a need to talk about it, almost like the advent that anticipates the holidays. . 
I had already did an intro some months ago about the idea of tropical gardens and the event here https://todoenlavidasepuede.blogspot.com/2020/09/tropicalia-parte-prima.html
-During the event I was able to admire plants but very rare plants, mostly exotic, resistant to cold, not showy, associated with plants that make a splash of color, such as ornamental Salvie. it all looked like a real tropical style garden. 
-Everything was perfect, the overall view made you dream, you didn't know where to lay your eyes on how many treasures there were. 

-The genera and species of the Araliaceae family are woody plants, sometimes herbaceous, often climbing and are mostly native to the subtropical regions. 
-The branches are sometimes provided with adventitious roots, which are used by the plants to anchor themselves to vertical supports (trees, walls, poles, etc.). 
-The leaves are composite pinnate or palmate, arranged in a spiral and are equipped with stipules.
- The flowers, which can be hermaphroditic or unisexual, are small and gathered in large panicle or umbrella-shaped inflorescences, are actinomorphic and structured according to a tetracic morphology. The fruit is a drupe or a berry (very similar to those of  Ivy).
- Pollination is anemogamous and entomogamous and can occur in autumn, by flies and wasps, but the ripening of the fruits, in this case, takes place in the following year (genus Hedera).

       I have been drooling for years for the Araliacee that are on the instinct of the Crûg Farm nursery, which I was able to see at the event. A fantastic nursery, always looking for plants at high altitudes, in warm countries, in order to have the variants and clones that have adapted to the cold. 
The type genus is represented by the Aralias which are herbaceous or woody, whose most common species is the Cordata, the woody ones often have beautiful thorns, as opposed to the herbaceous ones. 
tetrapanax is another genus of this fantastic family of plants :
 They are the best plants to give a tropical effect, given the large palmate leaves. —-They are a very strong and elegant statement, they tolerate cold and heat very well. If they settle well, they can also be invasive, usually the others need to be sheltered from the cold.
- In this list, the wonderful pseupopanax crassifolius that I left from Mario is missing, but only because I had no more space in my suitcase. 
-In addition to the aralias there was a large collection of brambles, rare and rustic begonias, ferns etc .
 Noteworthy was the restionaceae family, which have had evolutionary convergences with the horsetails, with similar forms, but without genetic links. 

-This idea of ​​tropical was born as a continuation of the brilliant project 5 exhibited at the Orticolario di Villa Erba, managed by Moritz Mantero. 
 -The project had the technical support of the architect Maria Teresa D'Agostino (among whose most famous works is the espace vert at the Prada Foundation). 
 - For decades, we have been plagued, by English roses for the most part unsuitable for our climate, or by Piet Oudolf gardens, which all look alike, and everyone wants plants suitable for Nordic countries.
- This event, and that of the horticultural sector had the purpose of questioning these manias of the last 20 years. Are tropical or tropical gardens more climate change friendly than Piet Oudolfate? 


  -The Tropical Utopia Association held a conference that answered these questions. For myself it was a bit, like coming home while listening to Riccardo Cucchian and Marta Maran. 
He had an artistic background , hence he had, no interest in plants, but one day he came across the paintings of the Customs Officer Rousseau. His life changed and he became a plant maniac. 
I come from an opposite situation, I started painting as a child, the tropics, which surrounded me, and which I kept in what I call it exile in Europe. For me, the tropics are part of my story, like my Brazilian grandmother and Nicaraguan-British great-grandmother. About the conference I liked the concept of an "ancestral forest", a forest that is familiar but we have never experienced. When Riccardo, on the other hand, spoke of Odoardo Beccari, that is the source from which Salgari was most inspired, my primitive soul was immediately in tune: Beccari was the one who really interested me.
 I copied with impunity from wikipedia:
 

 [Beccari] Orphaned at an early age he was admitted to the prestigious Royal College of Lucca, where, at just thirteen, he showed a great inclination for botany and natural sciences. Later, in the Lucca college, under the guidance of Abbot Ignazio Mezzetti (1820–1876), he began his naturalistic observations.

 Having come into contact with Professor Cesare Bicchi, director of the Botanical Garden of Lucca, he showed the latter a species of tulip which, having never been described before, was named in honor of the young researcher Tulipa beccariana (today Tulipa beccariana Bicchi is known such as Tulipa saxatilis Siebold ex Spreng.). It was probably Bicchi himself who encouraged the young student to devote himself to the study of cryptogams and in this way Beccari, like the professor from Lucca, became one of the first collaborators of the Italian cryptogamic herbarium. 

In 1861, still a student of natural sciences at the University of Pisa, he was appointed Assistant of Botany by Pietro Savi. Restless in nature, Beccari soon came into conflict with the teacher and thus passed to the University of Bologna, to the school of Antonio Bertoloni, where he graduated in 1863. Here he met Giacomo Doria, a Genoese naturalist, with whom he formed a friendship that it lasted a lifetime. 
 
Immediately after graduation he spent a few months at Kew Gardens, where he met Charles Darwin, Sir William Jackson Hooker and Joseph Dalton Hooker and especially James Brooke, the Rajah of Sarawak (Malaysia). In April 1865, not yet twenty-two, he set sail, following Brooke, and in the company of Doria, to Sarawak, where he stayed for 3 years, making numerous expeditions and collecting many samples of plants, shells, butterflies and other insects , various animals. 

However , his main interest became palms: he described 130 species in 25 different genera, including 15 Pinanga species and 12 of Licuala as well as species of Areca, Arenga, Caryota, Cyrtostachys, Eugeissona, Iguanura, Johannesteijsmannia, Pholidocarpus and Zalacca. In 1866 he discovered and drew in his notebook the Thismia neptunis plant, a mycoheterotrophic plant of the Burmanniaceae family that lives underground and obtains water and nutrients from mushrooms: only after 151 years, in 2017, this discovery was confirmed.

 In 1868, due to a violent attack of malaria, he was forced to return to Florence. He founded the New Italian Botanical Journal in 1869. He resumed his explorations, first in Ethiopia and then, in 1872, in New Guinea and Indonesia.

 Upon returning to Florence, in June 1876, he received recognition from Italian and foreign institutions and scientific societies. In 1877 Beccari left for his third trip to the Far East, visiting places in India, Malaysia, Australia, Tasmania and New Zealand; in May 1878, starting from Java, he made a five-month exploration in the mountain forests of Sumatra, where he discovered the Amorphophallus titanum, the largest inflorescence in the world (the primacy of single flower belongs instead to Rafflesia arnoldii, also native of the island). 
On his return to Florence (late 1878), Beccari was appointed Director of the Garden of the Simple, as successor of Filippo Parlatore. 

Soon, due to his impulsive and independent character, he came into conflict with the Administration of the Institute of Higher Studies and in 1879 he resigned. From 1880 onwards Beccari conducted his activity in conditions of isolation, studying the materials of his botanical collections collected in a few rooms of the Natural History Museum in Florence, and publishing the results in the Malesia magazine he founded. In 1887 the Institute of Higher Studies suspended funding for the magazine. Dejected by this latest episode, Beccari was forced to interrupt the study of the vast Malaysian botanical material and, for a few years, also its publications. 
 
A shelf in the Beccari herbarium in the Florence Botanical Museum. The red booklets indicate samples of new species. He then devoted himself to writing his memoirs as a naturalistic explorer by publishing in 1902 In the forests of Borneo, a book that became famous all over the world, translated into several languages. 
In 1904 the Accademia dei Lincei wanted him among its members, recognizing his exceptional merits as a naturalist and botanist. He continued his solitary activity as a scholar until his death, which occurred in 1920 in Florence at his residence in the Castello di Bisarno. Among the species discovered and baptized by Odoardo Beccari they must be remembered Various kinds of plants were named after him: Beccarina, Beccarianthus, Beccariella, Beccarinda and Beccariophoenix (only the latter two are still accepted in taxonomy). His name is also commemorated in the palm species Hydriastele beccariana, Licuala beccariana and Pritchardia beccariana and, in zoology, in the specific epithet of Varanus beccarii (a native of Indonesia, a land he explored. 'As usual, our genes are killed by the institutions. Then Riccardo, in his speech, talks about how difficult it was to learn the new botanical terms, with names, families etc. Later he talks about the social aspect of his association. From this lecture.


 I developed the following tricks for create a tropical garden: 1) Use completely hardy plants, with large and colorful leaves. for example hardy banana trees (basjoo and sikkimiensis) or Canna indica , which with their leaves, give the impression of exotic. 
Both Catalpa and Pawlonia can be coppiced every year so as to favor their juvenile appearance, that is, huge leaves. Albizia has a very tropical look , similar to many Fabaceae. for example: Desmodiums, indigofera Caesalpina. I suggest using variegated and coloured foliage such as Phormium etc. 
 In areas of dense shade, create cushions of ophiopogon, liatris and the various dotted aspidistra like 'Chromatographic' and Milky Way '. 
Cordyline and Yucca are immediately tropical. 
 Fargesia is a kind of non invasive bamboo , a good help to create the mood. I had previously discussed about Fargesias here https://todoenlavidasepuede.blogspot.com/2020/12/elemento-bambu.html
Iris confusa, mahonias and nandinas when combined with everything else, can give a jungle effect. 2) Study your garden in a minute way, to understand the various microclimates, understand the hottest, coldest points, south and north etc, put more delicate plants. In Britain, this is common practice. 
   3) Amend the land and make raised beds. Soil filled with water kills many more plants than the cold itself. 
 I made a raised bed for my cypripedium formosanum. Heavy mulch is also a good insulator, for plants that still have to get used to, as well as non-woven fabric. 4) Grow in a greenhouse and place them in the pot in the summer. The greatness of this event, also starts from the human point of view, the main guest, Dino Pellizzaro showed his very rare plants, further raising the level of a memorable event.

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