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giovedì 14 ottobre 2021

il miracolo di Florence







Si é scritto, tanto da tutti.

Io da asperger, odio le parole, e questo ecesso di scritti,mi ha fatto rinchiudere nel mio guscio. 

Queste parole, mostrano , quanto si é voluto bene questa persona, ma per me contano piú le azioni.

Aver ritrovato la rosa preferita di Sergio, é stata per me la cosa che mi ha permesso di uscire dal mio mutismo.p


**Rosa Florence Bower**


“Questa rosa era la preferita di Sergio Mario Scudu” il più grande esperto in Europa di rose chinensis , rose gigantea, rose té, noisette.


Lei è la meravigliosa **Florence Bowers **

Un rosa che Sergio stesso aveva difficoltà a riprodurre.

È infatti una rosa quasi impossibile da ottenere con innesto e non facile da talea.



Al vivaio di Sergio non era (apparentemente) rimasta alcuna pianta da porre nella sua tomba in Sardegna. 

In realtà accadde che, proprio ad Orticola, mentre collaboravo con il vivaio S’Orrosa, stavano per vendere una rosa cartellinata **Fiorenza**, dissi di non farlo perché avevo sentito che quella rosa, ancora in boccio, aveva qualcosa di speciale ! 

Non esiste infatti alcuna rosa rampicante di nome “ FIORENZA” e appunto non sapevo di che pianta si trattasse. 


Un mese dopo, vedendola in fiore, annuso e subito … ho avuto l’illuminazione ; 

FIORENZA=FLORENCE  !!


Era La Rosa preferita di Sergio !


L’unica rimasta in vivaio ed erroneamente cartellinata dall’innestatore **Fiorenza** anziché **FlorenCe** 


La sua rosa è stata ritrovata riconosciuta e sarà accanto alla sua tomba!


La meravigliosa Florence Bowers in nome della anziana Mrs Florence Bowers che viveva al Lago Murray nel South Carolina. 

Questa bellissima rosa passò dalle mani di Mrs Bower a Ruth Knopf ed in fine al Vintage Gardens.


Una **FOUND ROSE**, ritrovata dai ** Rose Rustlers** i cercatori di rose che appunto cercano quelle rose appartenute a famiglie e coltivate di  generazione in generazione e che spesso furono chiamate proprio come i loro personaggi.


Fu ritrovata in un sito storico americano.


È una rosa dalle caratteristiche uniche e singolari tanto da mettere in difficoltà anche l’esperto massimo di rose, Sergio Mario Scudu.

Fu proprio in una delle mie visite al suo vivaio che  Sergio mi chiese cosa ne pensassi delle origini di questa rosa.

Fu un bel confronto ed io, colpito particolarmente dai sepali nel calice, proposi una probabile parentela con con La Rosa roxburghii e alla rosa bracteata .

Una rosa sicuramente dalle caratteristiche uniche  che la rende differente da tutte le altre e quindi molto molto interessante.

Unica come Sergio .

editing Mariangela Bolla. ( grazie )

martedì 15 giugno 2021

Due rose, una guerra

English text Below
 No non vi ammorberó con la guerra delle due rose, non c’ entra Shakespeare, Brexitlandia o due rose antiche iconiche.

Parleró di due rose un pó sfigate, ma geniali, inconsuete.

Ma anche di una guerra che non si é filato nessuno, un pó come le guerre in africa dove non abbiamo interesse. 

La guerra é quella dello Jutland, nome danese della regione invasa dalla Prussia, ma che venne restituita a metá, dopo che Hitler, invase qualche decennio:) dopo la Neutrale 🇩🇰 Danimarca. Quando la Germania perse la seconda guerra mondiale, Danimarca riebbe parte delle terre occupate.


Ma la cosa strana, é che fú fatto votare, gli abitanti in quale Paese tornare o rimanere. É lo Jutland del nord, decise di tornare alla Danimarca e il sud di rimanere in Germania. 


Per decenni, ci sono stati fenomeni di razzismo da parte dei tedeschi verso i danesi, ma adesso é un esempio di Buon vicinato.

Oggi é il giorno ufficiale, in cui lo Jutland del nord torna alla Danimarca. Ma i festeggiamenti Li han fatto il 13, e con presidente tedesco, la regina di Danimarca a suggellare con amicizia questo fatto. 

Ieri per puro caso, mi sono messo a fotografare due delle mie rose preferite, rose che non sono snob, come le antiche , ma né chiassose come le moderne.

La prima, é la ’ Léonnie Lamesch’ del genio di Peter Lambert,( creatore di Frau Karl Druschky)il vero creatore delle ibride di Moschata, che dovrebbero, essere chiamate Lambertiane. Spesso gli inglesi, sono bravi a prendere il merito, del duro lavoro degli ibridatori tedeschi, che mancano dell’ eleganza dei francesi, e le furbizia degli inglesi, ma nelle rose sprizzano genio. 

La Léonnie, era troppo moderna, per i suoi tempi, é un arcobaleno, che si é preso del LSD , puro orgasmo cromatico, ma mai cafone. 

Ma la delcatezza dei suoi fiori da polyantha, li dá una delicatezza da bambino, che coccoleresti e riempiresti di baci.

La pianta invece é forte, come un barbaro germanico, forte e possente, che se non potato, come tante polyantha diventano degli arbusti giganti, mentre generalmente si coltivano sul 90x 90 cm.

Le polyantha erano il simbolo della ‘ Belle Époque’ con colori tenui come la perfezione della ’ Marie Pavić’, oppure rosa e rossi sporchi.

Ma la ’ Léonie’ fá la pernacchia, a queste eleganti, e super efficienti signore, e le lascia nella loro linea Maginot... mentre butta fuoco e lava, come un battaglione tedesco, che si fá beffa, dei raffinati francesi...


La rosa Danese é ’ Menja’ del geniale Pedersen, é una rosa a prima vista insulsa e luterana, tracce infinite di fiorellini di una semplicitá disarmanti ( lo credo visto la facilità con cui si só fatti disarmare dai tedeschi)

Queata rosa di una delicatezza sericea, sembrano lacrime, e il colore indeciso tra il rosa e il bianco in cui và infine a trascolorire , per poi evolversi in cinorrodi ( bacche ) piccole e generose che esistono L inverno, come delle perle arancione slavate. Sembrebbe che sia un ibrido della gigantesca Rosa filipes, quindi super interessante come genetica . Questa rosa fiorisce Quando tutte le altre hanno finito e rimane fiorita a lungo, senza pb di secca né di ombra.( entrambe le rose sono state fotografate dopo giorni di super caldo eppure i fiori non si sono bruciati)


Questa rosa, oltre a essere speciale , mi é stata regalata dalla fantastica Camilla Zanarotti, garden designer, e creatrice del suo paradiso: il giardino delle piante tenaci. É la rosa viene da S orrosa , e da Quando é Morto il suo proprietario Non sono piu riuscito a scrivere . Un bacio Sergio .

Per chi volesse leggere sulla guerra


https://it.m.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_dello_Schleswig


No, I won't soften you with the war of the two roses, no Shakespeare, Brexitlandia or two iconic ancient roses.


He will talk about two roses a little unlucky, but brilliant, unusual.


But also of a war that no one has spun, a bit like the wars in Africa where we have no interest.


The war is that of Jutland, the Danish name of the region invaded by Prussia, but which was returned in half, after Hitler invaded a few decades :) after the Neutral 🇩🇰 Denmark. When Germany lost World War II, Denmark regained part of the occupied lands.


But the strange thing is that it was made to vote, the inhabitants in which country to return or stay. It is northern Jutland, he decided to return to Denmark and the south to stay in Germany.


For decades, there have been phenomena of racism by the Germans towards the Danes, but now it is an example of a good neighborhood.


Today is the official day, when North Jutland returns to Denmark. But the celebrations took place on the 13th, and with the German president, the Queen of Denmark to seal this fact with friendship.


Yesterday by pure chance, I started photographing two of my favorite roses, roses that are not snobbish, like the ancient ones, but neither boisterous like the modern ones.


The first is the 'Léonnie Lamesch' of the genius of Peter Lambert, (creator of Frau Karl Druschky) the real creator of Moschata hybrids, which should be called Lambertian. Often the British are good at taking credit for the hard work of the German hybridizers, who lack the elegance of the French, and the cleverness of the English, but genius burst into the roses.


Léonnie was too modern for her time, she is a rainbow, who took LSD, pure chromatic orgasm, but never boorish.


But the delicacy of her polyantha flowers gives them a childlike delicacy that you would cuddle and fill with kisses.


The plant, on the other hand, is strong, like a Germanic barbarian, strong and powerful, which if not pruned, like many polyanthas, become giant shrubs, while they are generally grown on 90x 90 cm.


The polyanthas were the symbol of the 'Belle Époque' with soft colors like the perfection of 'Marie Pavić', or dirty pinks and reds.


But the 'Léonie'  mock , these elegant, super efficient ladies, and leaves them in their Maginot line ... while she throws fire and washes, like a German battalion, making fun, of the refined yet artless French .. .


The Danish rose is ’the very modern Menja’ by the brilliant Pedersen, it is a rose at first sight silly and Lutheran, infinite traces of flowers of disarming simplicity (I believe this given the ease with which they were disarmed by the Germans)


Queata pink of a silky delicacy, they look like tears, and the color undecided between pink and white in which it finally goes to fade, and then evolves into small and generous rosehips (berries) that exist in winter, like faded orange pearls. It appears to be a hybrid of the giant Rosa filipes, so super interesting as a genetics.


This rose, in addition to being special, was given to me by the fantastic Camilla Zanarotti, garden designer, and creator of her paradise: the garden of tenacious plants. É the rose comes from S orrosa, and since when its owner died I have not been able to write anymore. A kiss Sergio.



domenica 14 febbraio 2021

Rose amore e sangue




 La pianta che noi chiamiamo rosa non è solo una pianta ma un colore: il colore rosa. La pianta che noi chiamiamo rosa si determina anche quale simbolo, essendo rosa il colore dell’amicizia, in equilibrio tra due estremi. Quando eravamo bambini dipingevamo per gioco. Per ottenere il rosa, eravamo soliti miscelare il rosso, simbolo di passione, con il bianco, tonalità associata alla purezza.

La parola “rosa” rafforzata dalla lettera “s”, si trasforma in “rossa”. Una rosa rossa, una amicizia rafforzata, di grande pregio.

Dal punto di vista, etimologico il termine “rosa” deriva dal greco antico rhodon, rosa, colore onnipresente, 'esametro formulare che rappresenta l'aurora, Eos: «Quando mattutina apparve Aurora dalle rosee dita» (ἦμος δ᾽ ἠριγένεια φάνη ῥοδοδάκτυλος Ἠώς), nonché l'importanza di questa divinità nel pantheon greco, spesso affiancata al Sole e custode dei cancelli che esso deve attraversare per sorgere, e lo fá con la sua capacità di lambire i colori. L’aurora, fiamma rosea sfumata che diviene sempre più bianca,( come una rosa Bianca)fino al raggiungmento di un accecante punto di zenith. Questa lenta combustione perde la sua perfezione con il passare delle ore, per giungere al parossismo dei rossi offerti dai tramonti, ardenti di passione come le rose rosse. 

Non è un  caso che uno dei miti più comuni, argomentando di rose rosse, sia quello di Cupido, ferito dal desiderio di cogliere una rosa bianca che diviene rossa proprio a causa del suo sangue versato. Questa dicotomia tra rosa rossa e rosa bianca è fortemente intrisa nella nostra cultura. 


La guerra delle rose, una sanguinosa lotta dinastica combattuta in Inghilterra tra il 1455 e il 1485 (1487 per una parte della storiografia inglese) tra due diversi rami della casa regnante dei Plantageneti: i Lancaster (rosa rossa gallica officinalis) e gli York (rosa bianca, Rosa alba ’Semiplena) un conflitto che ha impregnato  di sangue Albione per portare alla nascita dei Tudor


Una rosa Tudor è infatti una combinazione della rosa rossa dei Lancaster e della rosa bianca degli York, che ancora adesso si trovano nei 20 p inglesi ( Rosa damascena ’ York and Lancaster)


Le rose rosse di allora avevano il sangue blu. La gallica officinalis era di un colore rosa scuro e rossastro, dalla forma totalmente diversa delle rose rosse che in molti acquistano in occasione della ricorrenza di San Valentino, aggredendo il portafoglio per impossessarsi di rose rosse che qualche giorno prima erano sul mercato a un terzo del prezzo. Il rosso sangue e la forma moderna delle rose rosse che conosciamo ai giorni nostri, deriva dalla Slater’s Crimson China, una rosa cinese giunta nel 1800 con i cargo del tè. La nuova venuta cinese rivoluzionò l’approccio alle rose, riducendo il tasso di sangue blu. Più commerciali e accessibili perché rifiorenti, a differenza delle rose europee, meno disponibili a offrire le loro grazie.

Questa maggiore disponibilità ha reso le rose più gestibili e producibili in maggiore quantità, aumentandone nello stesso tempo la fragilità e rendendo necessario il lavoro per rafforzarle facendole divenire delle piante da serra per il reciso. Una vera e propria attività industriale, tanto cinica da sfruttare le donne costrette a lavorare in condizioni impossibili nei paesi emergenti. Il film “Mary Full of Grace” narra le gesta di una donna che, in seguito agli abusi nelle serre di rose, tra veleni, sostanze tossiche e tristi vicissitudini, diviene  un corriere della droga.

La rosa rossa e il suo colore vivono un forte legame con il sacrificio.

La regina di cuori, nel libro di Lewis Caroll (pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson), nell’opera “Alice nel Paese delle Meraviglie”, cerca di sacrificare Alice quando si rende conto di essere stata truffata dai suoi giardinieri, non essendo stati in grado di reperite rose rosse dipingevano di rosso le rose bianche.

Questo pericolo di morte è il destino di coloro che non si immolano nel sacrificio del conto in banca durante la frenesia di San Valentino, che vede il prezzo di una rossa decuplicarsi in pochi giorni.

Di questa simbologia amore/sangue è intrisa molta letteratura, tanto da diventare commerciale e spesso banale.

È diventato un luogo comune diffuso il pensiero che gli immigrati usino per sopravvivere le rose scartate dai fiorai.

La rosa rossa per antonomasia dei fiorai,è  stata la “Baccara”, una famosa rosa da taglio del 1954 di Meilland Richardier, tanto  famosa che, per decenni le persone chiamavano una qualsiasi rosa da taglio rossa con quel nome., ma essente dal profumo L’immaginario maschile vede quale  rosa rossa per eccellenza la “Papa Meilland”, violentemente profumata di rosa di Damasco, e frutti.e dai colori torbidi 

Questo profumo che noi associamo all’ rosso é in realtá di una gruppo di rose rosa, le damascene, che derivano dalla rosa rossa ( la gallica ) e due rose bianche la famosa Rosa moschata  che avevo giá parlato qui e la Rosa fedtschenkoana


I fiori sono rinomati per il loro profumo e vengono utilizzati in profumeria per la fabbricazione dell'olio di rosa e delll' acqua di rose. I petali della rosa di Damasco sono commestibili: possono infatti essere usati per aromatizzare il cibo, come guarnizione e utilizzati per la preparazione di tisane. 

Delle rose tenebrose che amo particolarmente sono la ’ Barcelona’( venduta come Francis Dubreuil) la ’ Souvenir du Docteur Jamain’, la ’ George Dickson’ , Tuscany ’ 

Questo articolo nasce come appendice dell’ articolo di Margherita Lombardi, e di Giovanna Arcesi che ringrazio vivamente 

The plant we call pink is not just a plant but a color: the color pink. The plant we call pink also determines itself as a symbol, being pink the color of friendship, in balance between two extremes. When we were children, we painted for fun. To obtain pink, we used to mix red, a symbol of passion, with white, a shade associated with purity.


The word "rose" strengthened by the letter "s", turns into "red". A red rose, a strengthened friendship of great value.


From the etymological point of view, the term "rose" derives from the ancient Greek rhodon, rose, omnipresent color, the formular hexameter that represents the dawn, Eos: "When Aurora appeared in the morning with rosy fingers" (ἦμος δ᾽ ἠριγένεια φάνη ῥοδοδάκἨώτυλος ), as well as the importance of this divinity in the Greek pantheon, often flanked by the Sun and guardian of the gates that it must cross to rise, and it does so with its ability to touch colors. The aurora, a faded pink flame that becomes more and more white, (like a white rose) until it reaches a blinding point of zenith. This slow combustion loses its perfection with the passing of the hours, to reach the paroxysm of the reds offered by the sunsets, burning with passion like red roses.


It is no coincidence that one of the most common myths, arguing about red roses, is that of Cupid, wounded by the desire to pick a white rose that turns red precisely because of his spilled blood. This dichotomy between red rose and white rose is strongly embedded in our culture.


The war of the roses, a bloody dynastic struggle fought in England between 1455 and 1485 (1487 for a part of English historiography) between two different branches of the reigning house of the Plantagenets: the Lancastrians (rosa rossa gallica officinalis) and the Yorkers (rosa bianca, Rosa alba 'Semiplena) a conflict that impregnated Albion with blood to lead to the birth of the Tudors


A Tudor rose is in fact a combination of the Lancastrian red rose and the York white rose.


Red roses back then had blue blood. 

Rosa gallica ’Officinalis’ is of  a dark pink and reddish hues , with a totally different shape than the red roses that many buy on the occasion of Valentine's Day, 

 a true slaughtering and sacrifice of people’ s  wallet to take possession of red roses that a few days before were on the market at a third of the price. The blood red and modern shape of red roses that we know today comes from Slater's Crimson China, a Chinese rose that arrived in 1800 with tea cargoes. The new Chinese arrival revolutionized the approach to roses by reducing the rate of blue blood. More commercial and accessible because they are remontant, unlike European roses, less willing to offer their graces.


This greater availability has made the roses more manageable and producible in greater quantities, at the same time increasing their fragility and making it necessary to work to strengthen them by making them become greenhouse plants for cutting. A real industrial activity, so cynical as to exploit women forced to work in impossible conditions in emerging countries. The film "Mary Full of Grace" tells the deeds of a woman who, following the abuse in the greenhouses of roses, between poisons, toxic substances and sad vicissitudes, becomes a drug courier.


The red rose and its color have a strong bond with sacrifice.


The Queen of Hearts, in the book by Lewis Caroll (pseudonym of Charles Lutwidge Dodgson), in the work "Alice in Wonderland", tries to sacrifice Alice when she realizes that she has been scammed by her gardeners, not having been able found red roses painted the white roses red.


This danger of death is the fate of those who do not sacrifice themselves in the sacrifice of the bank account during the frenzy of Valentine's Day, which sees the price of a red one increase tenfold in a few days.


A lot of literature is imbued with this love / blood symbology, so much so that it becomes commercial and often banal.


It has become commonplace to think that immigrants use roses discarded by florists to survive.


The red rose par excellence of florists, was the "Baccara", a famous cut rose from 1954 by Meilland Richardier, so famous that, for decades, people called any red cut rose with that name., But without perfume. The male imagination sees the "Papa Meilland" as the red rose par excellence, violently scented with Damask rose, and fruits. And turbid colors


This perfume that we associate with red is actually a group of pink roses, the damascene, which derive from the red rose (the gallica) and two white roses, the famous Rosa moschata that I had already spoken here and the Rosa fedtschenkoana


flowers are renowned for their scent and are used in perfumery for the manufacture of rose oil and rose water. The petals of the Damascus rose are edible: they can in fact be used to flavor food, as a garnish and used for the preparation of herbal teas.


Of the dark roses that I particularly love are the 'Barcelona' (sold as Francis Dubreuil) the 'Souvenir du Docteur Jamain', the 'George Dickson', Tuscany '


This article was born as an appendix to the article by Margherita Lombardi, and by Giovanna Arcesi. Thank you very much 

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domenica 7 febbraio 2021

Il Sapiente delle rose scompare












somatizzo il dolore : e la perdita di Sergio Mario Scudu. Muiono due persone:un'amico e un monumento delle rose. Dopo la chiusura della Campanella quest' autunno e la chiusura della roseraie du désert il mese prossimo,viene strappata la storia delle rose, come era sucesso anni fá, con Vintage gardens. https://todoenlavidasepuede.blogspot.com/2019/02/sos-rose-da-salvare.html

 Ma non é solo un lutto nel mondo delle rose, ma un lutto, perché Sergio, non era una persona di questo mondo. Giá si puó dire che essere, nato in Sardegna, almeno nel mondo del giardinaggio, ha creato dei personaggi, tosti e che non possano inosservati, come Maurizio Usai, Tiziana Sanna, Barbara Aztei,Alessandra Murru etc. Sono personaggi che nel mondo del giardinaggio, spiccano per carrattere, un pó come l' isola meravigliosa dei loro natali, sublime ma non facile. Di questo carattere infuso, da una tera mitica e leggendaria, si innestano,un moderno Don Quijote Les Roses.. 

. Avevo sentito, parlare di lui, molti anni prima di conocerlo,perché, dopo qualche anno, che collaboravo con i vivaio glorio: Giulio, adesso ho due altri, angeli come te,che mi aiutano con le fiere, erano appunto Andrea Randaccio e Sergio Scudu.

 Poi qualche anno dopo, mentre aiutavo la Campanella, a Masino, lo conobbi, dal vivo, le sue piate non erano rose, ma delle creature. Tutti i vivai, vanno piu o meno al risparmio, dando roba di qualitá alle piante in vaso, ma Sergio, le aveva almeno 6 volte più grandi, perché le sue bimbe, non dovevano mancare di niente e non erano semplicemente le rimanenze della radice nuda, parcheggiata li, in vaso, per potere vendere, quando la stagione era terminata. Le piante, dovevano stare bene in vaso, come se fossero in terra, e non parcheggiate. Quindi, non gli mancavano niente dal punto di vista nutrizionale.

 Il costo era bassissimo in confronto a questa qualità inarrevabile, della sezione Chinesis ( chinensis,té, noisette, gigantea), ma anche altro Ma non era solo la qualitá,ma la varietà, aveva tutte le rose introvabbili, ed estremamente belle come piante, quando in generale le trovi molte rose rare della sezione chinesis, stentate perchè mal curate e mal potate, mentre le sue esplodevano, piantate in giardino, come constatai, quando facevo da assitente per il designer Matteo La Civita, e li facevo da consulente di Rose Antiche. Matteo é molto severo e non voleva rose, ma le rose di Sergio, oltrepassavano la sua ritrosia, e il suo giardino, di sole piante speciali e di alto valore orticolo. 

 La sezione chinesis, ha il difetto, che hanno bisogno di vari anni, per maturare,per diventare indipendenti e formare dei bei arbusti, con Sergio, questo problema era bypassato, perché per lui non bisognava vendere, ma dare una casa a rose rare, che per causa della moda, e per l' incapacitá dei vivaisti di curarle come si deve, avevano queta nomea ( ingiustificata ) di piante lente, mentre sono il solo gruppo di rose veramente adatte, per buona parte dei climi della nostra, penisola, e al clima mediterraneo in generale. Quando si parla di un caro, estinto, si dice come era eccezionale, ma qui veramente, si parla di un' uomo eccezionale : ha lasciato un lavoro sicuro, come professore universitario di matematica, per seguire, la sua passione. Per la sua ostinazione, é riuscito ad avere, rose dal sudafrica, australia e sud degli stati uniti, dove quese rose, resistono al caldo e al secco. Aveva, l'esclusiva in Italia, delle rose indiane di Viru Viraraghan e una prova é una bellissima rosa chiamata Sergio the Savant. 

E mai un nome, piú appropriato, fú dedicato a una rosa, perché Sergio era, la persona al mondo, che conosceva a fondo l'argomento, e passava tutto il tempo a studiarle dal vivo, e sui libri. Lui come professore di matematica, mostrava un'estremo rigore, cosa che manca tra gli esperti di rose, che usano più il sogno, che la fredda osservazione. Per esempio un predecessore illustre di Serrgio che ha introdotto degli ibridi di té, spacciandoli, per delle rose té, ma ha anche introdotto tre rose diverse,mentre in realtá erano entrambe, 'Auguste Comte'. Questo non sminuisce questo esperto,che rimane il nonno , delle rose chinensis, perché questa attitudine approssimstiva, e smaniosa di trovare rose estinte, é cosí diffusa, che é tutti nel mondo delle rose ne sono piú o meno colpiti, mentre Sergio era diverso. Lui mi confermó che quasi tutte le presunte rose cinesi, ritrovate in cina, da occidentali e giapponesi,certe presunte antichissime, sono in realtá dei vecchi ibridi di té, europei, arrivati in cina... Come anche il casino fatto da tanti rose rustlers, che hanno invaso il mercato di rose ritrovate, con nomi tipo, la tomba di zia augusta in carriola, mentre sono facilmente riconoscibili. D'altra parte, sono questi rose rustlers, che hanno trovato, le rose piú belle.

 Quando andai a trovarlo, l'anno scorso,per capodanno, mi fece vedere una rösa, che non riusciva a capire era diversa da tutte le altre : era Florence Bowers's pink tea'  che é stato trovata da una vecchia signora, in un albergo storico durante la colonizazione della California dai pionieri.  

fù trovata da una vecchia signora, che la consegnó a Florence che la diede ad un' altra vecchia signora che la diede a Greg Lowery, ex proprietario di Vintage, gardens che ne avevo parlato qui. 

 Questa rosa, non rassomiglia a nessun' altra, se non Wassily Chudoff' di Nabonnand,forse una delle sue rose più riuscite , che Sergio ,teneva vicine. questo rosaio dai tralci lunghi, rossicci e spinosi, sono meravigliosi, anche senza fiori, di una bellezza mutevole. Lui ne rimaneva ammagliato. Altre rose, da lui molto apprezzate erano la 'Earl of Eldon' ' la Spot On' (!sempre del grandissimo Viru che ha creato la meravigliosa ’Faith Withlessy)e  queste rose :


 
Credits :foto dalla 1alla 12: Florence Bower , s tea, la 12 é fatta da me da Sergio le altre sono prese SU internet.
Dalla 13 alla 18 foto di Viru e Girija : Sergio the Savant, rosa da LORO creata per lui, bellissima 

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sabato 30 gennaio 2021

Aceri topless

É inverno, ormai le foglie si stanno decomponendo, e

quindi che senso ha parlare di aceri in pieno inverno?
Sono  spogli e senza foglie,  tutte le riviste, blog etc, hanno giá smesso  da mesi di parlare di questo genere di piante, che in autunno imperversa, un po’ come a maggio, scrivere di rose. Ne avevo già parlato qui di aceri https://todoenlavidasepuede.blogspot.com/2020/12/elemento-bambu.html


Faró prima una precisazione sulle foglie autunnali, con cui gli aceri sono associati in maniera automatica, dove il furore dei rossi, aranci etc ci portano mondi esotici.
In realtà i colori vivi come i gialli e i rossi, sono spesso segali di pericolo in natura ( il giallo dei pomi- d’ oro e il suo sucessiva selezione rossa di cui siamo abituati indica la presenza della velenosa nicotina, e non a caso le patate, peperoni e melanzane sono entrambe della famiglia tra le più tossiche : le Solanaceae).
Le foglie autunnali ,sono il risultato dell’ assorbimento della clorofilla,  che é un pigmento che riflette il verde, che é la fabbrica 

, di cibo per le piante.
Le foglie  colorate sono  un segno di senescenza( vecchiaia)stagionale, e la clorofilla viene assorbita dalla pianta, scaricando i rifiuti nella  membrana della foglia.  Il risultato visibile di questo smaltimento sono il giallo-arancione del carotene e degli altri pigmenti (che normalmente sono nascosti dal verde della clorofilla) prende il sopravvento e si rivela ROSSO-VIOLA. 
Le piante producono anche altri pigmenti, gli antociani (dal greco anthos=fiore e kyàneos=blu), che hanno una tinta rossastra-blu e la funzione di "crema solare" contro alcuni raggi ultravioletti (sono anche responsabili del colore blu di molti frutti come i mirtilli).

 Quando la clorofilla e gli antociani coesistono, il colore delle foglie può virare verso il bronzo, come nei frassini. A concentrazioni sufficientemente elevate, gli antociani fanno invece sembrare una foglia quasi viola, come negli aceri giapponesi.
Ma se gli aceri fossero piú belli nudi e senza le foglie piene di rifiuti :) ? 
L’ inverno é stagione della poesia, dove i silenzi, gridano sorde bellezze, di cui la massa, si eccita solo col coito primaverile .
Avevo parlato di giardini d’ inverno qui :

Ma anche qui  


E qui 



 Dopo questo preambolo, forse troppo lungo mi affideró al piú grande esperto di aceri Italiani :
Acer palmatum ’ wildfire’
Alessandro Biagioli, intervistato dalla mitica Cristiana 
 Mancinelli,che con la sua associazione Il respiro del verde e degli Alberi aveva organizzato con Luana Firmani un progetto didattico di stampa delle foglie di acero da Alessandro.

Alessandro con l’ estrema generositá e gentilezza ha fornito una marea di info .
Prima di parlare di lui e della sua collezione cercheró (fallendo) di seguie il tema, senza voli pindarici.
 Ossia gli aceri capaci di rivaleggiare con le betulle, per le loro corteccia d’inverno,
e quelli sempreverdi .



Alessandro fá riferimento a quelli denominati ’ bark maples, che sono principiante il ’Sango-Kaku’ che trovi quasi ovunque, il wildfire , e ’Beni Otome’.

Poi  inizia una serie di specie  di cui quella che conoscono tutti é l’Acer griseum, il cui tronco.si spela, come un una betulla dalle bellissime colorazioni canella. Molto presente in Scandinavia, perché non ama il caldo,infatti Alessandro dice di essere  la postazione piú  sud che coltiva queste bellezze, i realtá nel
Suo blog dice che il guiness e stato vinto da dei Groseum, coltivati a Ninfa

In questo link che rimanda al blog di Alessandro vedrete una varietá inusueta di griseum, con foglie gialle.
Ma quelli piú interessanti e meno ovvi sono l’Acer spicatum più piccolo e più frastagliato dell'acero striato. La corteccia è marrone e i ramoscelli sono rossi. A volte viene  bonariamente  associato a  un robusto montanaro che indossa pantaloni marroni e una maglietta rossa! Un’ altra bellezza é l’ Acer pensylvanicum.

Questo piccolo albero ha grandi foglie trilobate. La sua caratteristica più memorabile è la corteccia negli esemplari  più giovani, che sfoggiano.eleganti strisce verticali  colorate di verde , grigio e marrone. Si trova nei boschi umidi.Fox’L'acero caudatum ’Urukunuense  ’

ha un portamento arbustivo espanso, a steli multipli, con strati di rami giallastri e finemente pelosi che si curvano verso l'alto e verso l'esterno. Piano piano,la corteccia dei rami si evolve in una tonalitá marrone cannella e si esfolia a strisce. In primavera fiorisce dopo l’ apparire delle foglie con infiorescenze, bianco crema; il colore autunnale varia dal rosa salmone all'arancio-marrone al viola
In questo post, vedrete, link che vá direttamente al blog di Alessandro, vedrete l’Acer x conspicum ’ Phoenix’dalla corteccia traslucida,cerosa  che crea delle sensazioni tattili,  e sensuali.
Poi seguito dall’Acer triflorum, che é la vera chicca, tra gli aceri da corteccia. 
Poi , c’ é una foto del’ Acer davidii ‘grosserii’, ma anche della varietà ’ Serendipity’, il metaviglioso Acer rufinerve ’Winter Gold ’che non ha nulla da invidiare a dei Cornus sibirica. Meno spettacolare, ma di una bellezza disarmante, é il nativo A. campestre ’ Pulverulentum’
Poi  in questo link vedrete una carellata di aceri  sempreverdi, uno piú meraviglioso dell’ altro. Citando Alessandro sono uno,piu rari sono quelli di Crûg Farm farm e i nomi sono impronunciabili ti cito solo Acer laurium , Acer laevigatum e Acer fabri -questi sono sempreverdi anche se il sempreverde che amo di piu è Acer sempervirens originario di Cipro,altri sono Acer obtusifolium e Acer oblungum in tutto mi pare di ricordare ne ho una quindicina la classificazione’

Poi arrivamo alle varietá   piu rare . Per le varietá piú sopraffine bisogna cercare su https://www.maillot-erable.com/en/ 
Molte vengono direttamente dal Giappone in Europa. Le piu costose e  rare ma vivono poco in genere non piu di una stagione per esempio ‘Izu no Odoriko ’minimo 58 euro ’Beni Kosode ’45 è l ultra raro ’Hikaru jeni ’100 euro .all inizio pensi di non essere capace a coltivarli poi che come di Yano li devi tenere in serra le tenti tutte ma il ciclo vitale di queste cultivar è al massimo 18mesi.
 Gli olandesi infatti , come Esveldt, non li propongono piu -io di maillot ho successo solo con due palmatum Mai mori e Fujinami nishiki .”ti prego di citare Fabrizio Fessia che mi ha donato il più raro in assoluto : ossia Acer crataegifolium Ko fuiji nishiki perché è davvero un bravo vivaista con un ottimo assortimento’
questo è il sito che contiene il forum della The Maple Society "Maples"(io sono life member n5 della soccieta ,il mio nick è alex66 e qui ci scrivo dal 2006 un anno prima di scrivere in cdg) con due gallery una sui palmatum una sulle specie tipo e cutivar di esse.
Alessandro dice che sono molto amichevoli, e che sono sempre pronti ad aiutarsi , poi gli chiedo : ’->i nomi dei tre aceri che piu amo sono Acer palmatum Sekka yatsubusa il primo acero col quale ho avuto un rapporto del tipo uomo vegetale molto forte quando gli passo vicino lo percepisco ci percepiamo!! ...poi Acer palmatum Fire glow il primo che ancora vive messo a dimora nel 98 e poi gli Acer negundo che pianto qui mio nonno e io non sapevo fossero aceri se non dopo aver comperato il mio primo libro ALberi di Roger Philipps
Poi gli chiedo per la classificazione dei normali aceri giapponesi, ossia dei palmatum che : ultimamente l ha riveduta uno degli europei piu preparati sul mondo acer Cor van Gelderen il link lo puoi visitare passando dal mio blog o meglio dal mio diario personale nel web .non è molto viisitato ma gli aceri piu rari che ho recensito ogni tanto aiutano ad incrementare le visite .scorrendo i tag potrai trovare nomi di acero .
Per questa volta mi fermo qui, perché il materiale fornitomi da Alessandro é immenso e cercheró di farne un ’ altro articolo.
Ps la ragione per cui il Acer pensilvanycum ha il tronco , meraviglioso in quella maniera, é per confondere i cervidi, che tendono in inverno a Mangiare la corteccia in maniera citcolare, e recidendo il phloema e il xilema, responsabili, di nutrire e abbeverare la pianta che rischia fortemente di morire, il loro nome vernacolare é snake trees ... misteriosi e tentatori ...

All pics are taken from internet 
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giovedì 21 gennaio 2021

Una rosa dedicata a Kamala




Farò una dedica a dei politici di oggi con un rosa del passato la ’ Narrow Water’ il cui nome é l’ emblema per capire il passato che rischia di essere il nostro futuro prossimo.

Con questa rosa la dedico a Joe Biden(  e Kamala Harris ), che oggi si é insediato nella casa bianca, perché Biden é di origine irlandese come La Rosa in questione, e su entrambi circolano tante, informazioni fantasiose.

La rosa ‘Narrow Water’ ha un’ aspetto di una Noisette primitiva , non lontana dalla ’Noisette Carnée (Blush Noisette ) ’varietá , che ha delle origini Americane, anche se dice che sia una mutazione di ’ Nastarana’.


 Questa presunta madre la’  Nastarana ’( a cui la NW, rassomiglia  in maniera sommaria, e le mutazioni sono delle copie con delle leggere differenze, come colore del fiore, portamento diverso etc ), é stata spacciata anche lei , per una versione doppia della Rosa moschata, (a cui rassomiglia ma si notano chiaramente dei caratteri ibridi intermediari) anch’ essa vive in una nebulosa e mitologica aurea che fá parte delle innumerevoli macchinazioni dei rodofili, che creano più fake news dell’ adorabile toupet arancione, amante delle donne dell’est Europa.


’I dont think, Narrow Water is a sport of Nastarana. It should be diploid then. But pollinating with diploid/triploid roses so far did not produce viable seeds (the used pollen works fine on definite di/triploids), whereas seeds from pollination with Applejack germinate well. From the heritage, I suspect Applejack to be tetraploid. The hip pollinated with R. spinosissima produced a seedling as well. I'll go on with my experiments this season’ helpmefind’


Questa rosa botanica la rosa Moschata, é stata in lungo e largo, cercata da Peter Beales, che bisogna conoscere, visto che la sua classificazione rimane la migliore, e i suoi testi, i piú affascinanti sulle rose antiche e rimane sempre il numero uno  ma come Indiana Jones delle rose, cioé nella ricerca delle rose perdute é stato in realtá piú vicino a Harry Potter che altro. Ne avevo giá parlato qui :https://todoenlavidasepuede.blogspot.com/2020/06/sogno-di-rose-di-mezza-estate_21.html  


Lui sognava di fare tornare ’The Musk ’ rose citata da Skakespeare in Brexitlandia ( quando probabilmente si trattava della Rosa arvensis). Ne parleró in un altra occasione di questo fortunato ritrovamento e di altri misteri


In realtà non si puó criticare i grandi rodologi perché la classificazione delle rose non ha nulla di scientifico di default ma si maschera di una forma scientifica ( che bisogna imparare come base) mentre non é altro che un insieme di opinioni, basate sul fenotipo, cioé una classificazione orticola ( sulle caratteristiche esterne ), su identificazioni fantasiose ( la maggior parte delle rose antiche sono delle rose ritrovate a cui gli si é stato attribuito un nome, lasciandosi ispirare da delle descrizioni e da delle tavole botaniche, che dipendono dalla meticolosità dell’ artista )

Queste premesse servono per capire che il mondo delle rose che si maschera di abiti scientifici, é spesso più vicino alla fantascienza, e quindi é un problema di fondo, di cui noi amanti delle rose, siamo imbevuti già dal principio, e quindi non possiamo criticare la buona fede, anche dovuto a delle contingenze pratiche ( molte rose antiche sono state spiantate a causa della moda delle rose ibride di té, a causa delle guerre che hanno causato dei danni e un ’ incuria a delle collezioni che necessitano sempre di manutenzione.)ma ne parleremo in maniera piú approfondita un’ altra volta

Su questa falsa riga delle bufale ( ma in questo caso in buona Fede ) cerchiamo di smontare anche l’ aspetto mistico della genitrice di questa rosa, ossia la ’Nastarana’ .

Secondo la mitologia della rodologia questa rosa viene dal’ Iran, e ci sono i documenti che lo attestano, ma come afferma la citazione qui sotto, la rosa in questione é diversa da quella originaria, che sarebbe stata trovata dal giardiniere dello Shah. Cosa di piú romantico , esotico e suggestivo? 

E visto che tante mitologiche rose venute dall’ Iran erano in realtá francesi come la rose de Rescht. La Francia aveva quasi il monopolio della creazione delle rose antiche, che al 90 percento sono francesi, quindi per un gioco di probabilitá, una rosa cosi rifiorente, le probabilitá sono scarse di trovarle in Persia, malgrado il fatto che la Persia é conosciuta per le rose damascene come anche la Turchia e il Marocco. Tutti a caccia di esotismi, peró si trovano rose antiche europee come la ’ Paul Neyron ’ e ’ la Reine ’ in india e anche la ’ Gruss an teplitz , come in cina tante, presunte antiche cinesi sono delle rose francesi.

Quindi molto probabilmente la ’ Nastarana’ é una rosa Noisette prodotta in Francia e chiamata in seguito ’Nastarana ’. La soluzione piú ovvia e pragmatica é spesso nelle rose, quella migliore.

In the 1886 Revue horticole article, Carrière states plainly that Rosa Godefroyae is very different from R. Pissardi on multiple counts. This confuses the issue of when the actual species rose from Tehran really reached France (Europe?), since Godefroy-Lebeuf's seedling was apparently not R. Pissardi, though it was treated as if it were.

Another puzzle is how Godefroy-Lebeuf so readily managed to raise a seedling from a rose with seeds that were notoriously sterile (see the 1880 Revue horticolearticle by Carrière).

I notice that on the description page, Pissard is credited with the discovery of R. Pissardi; that is debatable since it had been an important (and imported) garden rose in Tehran long before Pissard discovered it, but it does seem wrong that the description page implies that the rose was discovered in France, 1879. Pissard certainly discovered the rose in Persia

Ma per la rosa ’ Narrow Waters’ che si dice sia una mutazione della fantscientifica ’ Nastarana’ mentre é generalmente conosciuta come trovatella, cioé di quelle rose che nascono per caso. 

 Il vivaio Daisy Hill negli anni 1990 , presume che sia  stata trovata nel 1883 da Uno sconosciuto, e poi Introdotta nel 1900.ma non sanno chi l’ ha trovata, non sanno niente, e come al solito, nelle isole brittaniche, da una supposizione si crea, una legge

Questa rosa é stata trovata al confine tra United Kingdom e la republica d’ Irlanda, nel Castello di Narrow Water.  https://en.m.wikipedia.org/wiki/Narrow_Water_Castle


Visto che siamo nel filone della fantascienza , parleremo di fatti sucessi quasi un secolo dopo la scoperta di questa rosa , nel’ anno della  mia nascita , nel1979, quando  fú ucciso lord Mountbatten ( di cui c’ é una rosa dedicata ) dagli stessi che eseguirono  il fatto a due passi dal Castello di N. W . Vi invito a leggere la storia di questo Lord che é appassionante. https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Lord_Louis_Mountbatten1925.jpg

É il Castello di  é stato un sanguinoso evento della storia tra Uk e Irlanda, che sembrava essersi placato con l’ Unione Europea, ma adesso con la Brexit, e il probema delle frontiere tra i due stati, bisogna vedere come andranno le cose. 

Poi con l’ arrivo di Biden, di origini irlandesi, e noto PRO unione europea, dará del filo da torcia al’Uk, che si sentiva forte del suo Brexit, grazie all appoggio di Trump, che ora é uscito di scena. Quindi é per questo che dedico la rosa a Biden e a Kamala  Harris.

Questa rosa dal profumo di chodi di garofano, dal colore lilla grigiastro che declina verso il rosa che vira sul Bianco rosato. 

L’ arbusto / rampicante ha una tempra da survivor, e dove tante altre rose soccomberebbero, lei con caparbia eleganza prospera.

Finalmente dopo molti voli pindarici eccoci a spiegare il fatto storico avvenuto presso del Castello , la cosidetta : 'imboscata di Warrenpoint,  nota anche come imboscata di Narrow Water, il massacro di Warrenpoint o il massacro di Narrow Water, fu un attacco di guerriglia riuscito  da parte del Provisional Irish Republican Army (IRA) il 27 agosto 1979. La Brigata South Armagh dell'IRA tese un'imboscata a un convoglio dell'esercito britannico con due grosse bombe sul ciglio della strada al castello di Narrow Water fuori Warrenpoint, Irlanda del Nord. La prima bomba era puntata contro il convoglio stesso, e la seconda aveva come obiettivo i rinforzi in arrivo e il punto di comando dell'incidente (ICP) istituito per far fronte all'incidente. Anche i volontari dell'IRA nascosti nei boschi vicini avrebbero sparato contro le truppe, che hanno risposto al fuoco. Il castello si trova sulle rive del fiume Newry, che segna il confine tra l'Irlanda del Nord e la Repubblica d'Irlanda.

Concludo questo volo pindarico, per asserire che le Rose, sono indispensabili, come monumento vivente, della storia dell’ uomo, e grazie alla loro bellezza riusciamo a recuperare tutto il profumo di un passato, che ci viene cancellato da una modernitá che uniforma, standarizza tutto, e ci priva della nostra identitá. Le rose con il LORO profumo e bellezza, ci portano in un mondo di conoscenza, tramite l’ amore, esattamente come Mantinea di Socrate. L’ amore come veicolo per la consocenza.

La politica e le rose sono strettamente legate, e il conoscere i fatti noiosi e brutti della politica, che molti si sentono natutalmente refrattari, grazie alle rose, si riesce a sublimare questo schifo, e capire i fatti , che la politica vuole celare, per diminuire le nostre libertá. E solo la conoscenza ci aiutará. Grazie alle rose.

Foto prese dal web

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Appendice:

 The Warrenpoint ambush,also known as the Narrow Water ambush,the Warrenpoint massacreor the Narrow Water massacre,was a successful guerrillaattackby the Provisional Irish Republican Army (IRA) on 27 August 1979. The IRA's South Armagh Brigade ambushed a British Armyconvoy with two large roadside bombs at Narrow Water Castle outside WarrenpointNorthern Ireland. The first bomb was aimed at the convoy itself, and the second targeted the incoming reinforcements and the incident command point (ICP) set up to deal with the incident. IRA volunteers hidden in nearby woodland also allegedly fired on the troops, who returned fire. The castle is on the banks of the Newry River, which marks the borderbetween Northern Ireland and the Republic of Ireland.