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venerdì 30 ottobre 2020

Gli orfani della Campanella festeggiano

 


In questi ultimi anni, la lunga chiusura del vivaio la Campanella, é stata un’ agonia per tanti, la collezione di rose antiche più importante d’ Italia, specializzato in galliche lasciava in Italia e nel mondo ( ho fatto fare grandi ordini dalla Svezia e in Italia ) tanti orfani.

Dopo un’ epifania travagliata e complessa, il vivaio chiude, ma risorge sotto altre spoglie. 


La Campanella, rimane come se fosse un centro culturale della rosa, continuano i corsi di potatura, gli interventi nei roseti, e tante altre cose ancora...




La parte vivaistica è chiusa, ma l’eredità delle collezione è nelle mani di Cristina Munegato che ha creato il suo vivaio ‘Fior di Rosa’ a un 15 min di distanza in un paesaggio mozzafiato dei colli Euganei , tra i vigneti.

Malgrado l’aspetto femminile Cristina lavora piu di tre uomini, onesta, sincera é una persona totalmente affidabile e di cui si può solo lodare per le sue mille qualitá, tra cui salvare un patrimonio unico, e Non facile ma nulla la ferma 


info@vivaiofiordirosa.com


https://m.facebook.com/VivaioFiorDiRosa/?ref=m_notif&notif_t=group_comment




Però il primo passaggio lo facciamo nel luogo dove é nato tutto : Vivaio la Campanella.



Una delle collezioni più importanti d’italia di rosa gallica , una storia trentennale, dalla ribelle Anna Sgarabottolo che pochi giorni dopo aver fatto giuramento, abbandona un posto fisso, per la follia di un vivaio che  ha  alla fine deciso di chiudere, perché era stufa di fare di proporre rose da collezione dalla poesia travolgente, dal fogliame autunnale sbalordivo, e dalle mille qualitá e sentire i clienti chiedergli la mi dia un rosaro rosso rampicante etc .



La gente  di oggi non premia la qualitá e la ricerca di varietá in via di estinzione per volere tutti le stesse rose, e più sono di plastica e meglio sono.



Questa amarezza la trapela anche Pierluigi Priola dove siamo andati  con i corsisti di ’ Il Giardino come biglietto da visita, dove ho aperto per persone più o meno essenti dalla ’ giardinite scura’ un mondo segreto, quasi un mondo parallelo che loro neanche si spettavano.



Il mondo del verde, é come una grande famiglia, che accoglie tutti , anche se di ceti diversi, con tutte le trame e cospirazioni tipiche delle migliori peggiori famiglie , da cui la mafia ha solo da imparare per le varie idiosincrasie.


Sia Priola ( primo grande vivaio di graminaceae o piante perenni che  ha scovato nei suoi viaggi di lavoro, ne  parleremo più a fondo )che Mrs Sgarabottolo, si lamentavano che prima le persone erano affamate di raritá e che venivano con liste, nate dopo lunghe ricerche sui Libri.


Priola lamenta che non ci sono giovani leve, che tutto é su instagram,Pinterest, dove le persone vogliono cercare di copiare degli effetti, nati da filtri e altre diavolerie.



I vivaisti erano come dei Vate che portavano piante che anelavi nei libri, era uno scambio, una discussione, dove se ne usciva arrichiti intelletualmente e impoveriti nelle tasche 



Per compensare questo divario tra il pubblico dei giovani e vivaisti


é nato il corso perorato da Mariangela Bolla , dove io come figura di Plant hunter cerco di capire cosa la persona vuole veramente , togliendo tutte le sovrastrure modaiole trovate se tutto va bene SU instagram o Pinterest.

Togliere i filtri, vedere la persona e il giardino, per poi in seguito fare da traduttore con i vivaisti artigiani, che Non capiscono questo idioma social .

Se volete mettere mi piace alls Mia pagina Giulio Massimo Baistrocchi planthunter SU Facebook...


English version

In recent years, the excruciating end of La Campanella nursery has been an agony for many, the most important collection of old roses in Italy, specialized in Gallicas left in Italy and in the world (I had large orders made from Sweden and in Italy) many orphans.



After a troubled and complex epiphany, the nursery closes, but is resurrected in other guises.

La Campanella, remains as if it were a cultural center of the rose, pruning courses continue, interventions in rose gardens, and many other things ...

The nursery part is closed, but the legacy of the collection is in the hands of Cristina Munegato who created her 'Fior di Rosa' nursery half an hour away in a breathtaking landscape of the Berici hills, among the vineyards. But we do the first step in the place where everything was born: Vivaio la Campanella. One of Italy's most important collections of Gallic Rose, a thirty-year history, from the rebellious Anna Sgarabottolo who, a few days after taking the oath, leaves a steady job, due to the madness of a nursery that has finally decided to close, because she was fed up to propose collectible roses with overwhelming poetry, stunning autumn foliage, and a thousand qualities and hear customers ask them give me a climbing red rosary etc.

People don't reward quality and the pursuit of endangered varieties for wanting all the same roses, and the more plastic the better. This bitterness also transpires Pierluigi Priola where we went with the students of 'Il Giardino as a business card, where I opened a secret world for people more or less with a' dark garden ', almost a parallel world that they didn't even belong to. The world of greenery is like a big family that welcomes everyone, even if from different classes, with all the plots and conspiracies typical of the best worst families, from which the mafia only has to learn for the various idiosyncrasies. Both Priola (the first large nursery of graminaceae or perennials that he unearthed on his business trips, we will talk more about it) and Mrs Sgarabottolo, complained that before people were hungry for rarities and that they came with lists, born after long searches on Books. Priola complains that there are no young people, that everything is on instagram, Pinterest, where people want to try to copy effects, born from filters and other devilry. The nurserymen were like poets who carried plants that you yearned for in books, it was an exchange, a discussion, where one came out intellectually enriched and pennyless.
In this the figure of the plant hunter  is important to bridge between this instagram/ Pinterest world of followers, the actual garden and the nurseryman.
Like my page : Giulio Massimo Baistrocchi, planthunter 
Pictures : old rose : Marie Pavie, vivaio la Campanella , fior di rosa di Cristina Munegato, and me as a guide and planthunter 

lunedì 12 ottobre 2020

Il giardino come biglietto da visita

 


Sono un timido, introverso, e molto solitario, ma stranamente sono spesso trascinato a parlare gruppi. 
In passato spinto da Anna Sgarabottolo del vivaio la Campanella ,  delle conferenze sui nomi delle rose antiche , : Umili rose aristocratiche ‘bastate su donne famose che trattavano gli uomini potenti come tapettini.

Invece questa  volta devo formare le Amazzoni di Donna Impresa Verona, branca femminile di Coldiretti Verona. 

In questo caso, il motore di questa iniziativa é la

Valkyria Mariangela Bolla, che armata di tanto amore dalla testa ai piedi, di un inarrestabile ottimismo e ostinazione ha eroso i muri con la sua liquida vitalità.


É titolare della poetica tenuta la Borina, dove gli ho fatto piantare una collezione di rose antiche in via di estinzione .che attirano lo sguardo da lontano dalla strada trafficata , costeggiata serie di vigneti tutti uguali , ma dove una serie  di rose roxburghii plena attirino come il canto delle sirene, dentro la tenuta con una collezione di rose gallica dedicata a personaggi femminili storici  potenti più degli uomini e a degli outsiders , sono il biglietto da visita che distingue visivamente dall esterno, e fà da specchio all’ anima nobile, campagnola e avvolgente che dalla strada , sembrava una delle tante aziende.

Borina, vuol dire piccolo vento, e sono state 5donne che hanno creato una realtá locale di tutto rispetto, dove si viene accolto da un ernergia che non ti lascia mai più. 

Ogni elemento é eleganza coniugata alla vita di campagna. 


Le sue Stanze Bnb ti trasportano in ambientazioni francesi e inglesi lussuose e semplici allo stesso tempo.

Il Mio incontro con questa generosissima e nobile Valkyria é nata quando lavoravo per il Vivaio la Campanella, venne da me, quando cercavo disperatamente di cartellinare le rose Galliche, e mi chiese delle rose paesaggistiche, Io la vidi e le dissi : tu Non vuoi delle rose paesaggistiche .

Le proposi la poetica rosa polyantha : Marie Pavie degli inizi secolo scorso, dalle corolle, che ballano dall’ incarnato all’ bianco. 

Queste rose morbide che fanno da eco all’ auiola della famosa. E eccelente rosa paesaggistica ’ Bonica’, che anche se dozzinale, é un capolavoro di rosa che deriva dalla botanica Rosa sempervirens, salute, rifiorenza e dei cinorrodi ( bacche ) , così buona da essere usata da Peter Beales in molti dei suoi incroci, quando ero lí da lui.

Siamo in terra Veneta, dove le cose si dicono in faccia,  senza giri di parola , eppure le rudi genti locali, non possono che essere attratti dalla leggerezza e dall’ allure   Semplice ma charmant de la Marie, che con le sue movenze, attrae molto di più della sua dirimpettaia, più vistosa. 


Queste rose, erano quelle che Mary voleva, ma che non sapeva di volere , perché la paesaggistica voleva appiopparle altre paesaggistiche, non avendo capito l’ anima Romantica di questa anima gentile.

Dá li, nacque il corridoio delle rose galliche, che baciavano le vigne, queste rose sono destinate a essere senza irrigazione . Son rose che ti uccidono con una fioritura travolgente di un mese per farti aspettare con trepidazione questo evento l’ anno prossimo. 

Nel frattempo l’ arbusto di queste rose  a differenza dei pali che producono grandi cavoloni incollati,ossia le rose da taglio che noi erroeamente coltiviamo nei nostri giardini, sono piante che hanno delle bellissime forme anche sfiorite, con cui si possono fare delle bellissime siepi,  che possono assurmere la forma di siepi formali o informali , eliminando i polloni che produce a mò di bamboo, e dal fogliame seducente in autunno. E dalle Belle bacche ( cinorrodi).Quindi una totale evoluzione par rapport alla scelta iniziale .




Con questa filosofia nasce ’ Il giardino come biglietto da visita ’ in cui spiego perché andare oltre al solito noioso giardino di rappresentanza, spesso affidata a dei garden rivenditori di piante, in cui spesso il loro unico scopo, era sbolognarsi le eccedenze, piantando essenze a caso, spesso senza conoscere le piante che spesso neanche coltivano loro, ma che spesso solo rivendono, piantate da dei giardinieri che spesso sono degli operai che per sfuggire al lavoro delle fabbriche si sono improvvisati come giardinieri. 


Infatti ho scelto, il grandissimo Michele Calore, che dovrebbe essere il giardiniere tipo,( invece é un faro nel deserto ) su cui affidarsi, estrema conoscenza delle piante ( una vera enciclopedia dal punto di vista teorico ma conosce le piante  dalla A alla Z dal punto di vista, anche particolari)maestro delle associazioni cromatiche, e come coltivarle  con estrema sapienza.( ha collaborato con il Giardino pigro e il giardino svelato , oltre che una quantità di pubblicazioni sulle riviste di settore.)


Questa sapienza, nasce oltre a una grandissima abilitá , come giardiniere , a un bisogno di sperimentare le piante personalmente, e non affidarsi alle solite varietá che usano tutti con zero fantasia. 


Anche loro, sono state usate, infatti iniziamo la prima parte , vicino a casa dove ci sono le  commercialissime Nandine, eleagnus ebbingei e Acca ( Feijoa) Sellowiana,associate in maniera armonica , fanno da struttura formale ( assieme a colore e profumo)vicino a casa per dare da struttura alla spogliante e ricercatissima composizione di piante perenni, e graminaceae, per addentrarci in stanze che danno senzo di intimità. rendono lo spazio rettangolare, molto più vasto  e organico .

L’ occhio grazie ai punti focali e vie di fughe guardano lontano, con gli alberi che si sposano col terreno dei vicini, ma le siepi, come ci insegna il mio cugino alla lontana Leopardi, é grazie ai limiti che si può percipire l’ infinito.

In realtá l’ effetto é molto simile a una matrioska, o come un dipinto di eschler, dove si entrano in tanti mondi, dalla complessitá di un videogioco, con fioriture che creano l’ effetto uao, ad ogni angolo, tra galline decorative, pavoni, angolo romantico, per foto di matrimoni e donne incinte, per poi  finire in un Paradiso di graminaceae e perenni alla ’New Wave’.

Dopo questa ubriacatura giardinicola, volli ripetere l’ effetto che  aveva avuto su Mariangela, di passare dal giarsinodi Michele Calore a quello di Camilla Zanarotti. 

Per arrivare da lei, la corriera di prodi , sale su colline, dai paesaggi e dalle foreste magiche, per poi arrivare al’eremo della paesaggista, musicita, scrittrice di libri, sulle ville venete( co-autrice di pù orto che giardino con Simonetta Chiarugi) e sul mostro sacro di Porcinai ( infatti nella sua abitazione ha una maestosa rosa ‘ mermaid ‘ in onore del maestro. 


Si é accolti da una regale, semplicitá e musicalitá delle forme , semplici che si sposano col paesaggio in maniera divina, senza bisogno di artifizi.

La planting palette é decisamente , molto più scarna, come scarna é la presenza di acqua, che sono quasi in antimia nei due giardini, uno ricchissimo di acqua e di fioriture e l’altro piú modesto di acqua e fiori.

Camilla dice: l’ eterna maledizione di persone che vanno prima da Michele e poi da me, per’altro  reduce un evento triste appena accaduto  , eppure ci ha accolto con generositá. Affrontare gli eventi negativi della vita con un sorriso é una sua caratteristica,  e affronta con tale attitudine il suo guardino, scavando col motopic per fare le buche nel giardino, povero di acqua. 

Questa attitudine permea nel giardino, che accoglie con le sue forme, anzi con le sue note, che tradiscono, la prima formazione di Camilla, la musicista, per poi approddare ad agraria e per finire a un master in paesaggismo in Cataluña. 

Veniamo accolti da siepi dove si mescola il formale con l’informale, per arrivare nella torre , restaurata da Camilla , che ricorda San Michele di Axel Munthe ad Anacapri, di fronte un orto protetto da siepi formali , dove la magnificenza di cavoli neri di Toscana si abbracciano con Dahlie Caffé au lait, zinnie e sontuose verdure, per poi finire in un berçeau di legno fatto da Camilla con rose e altr rampicanti che danno all’ aspetto rigoroso e fiorito , un aspetto rustico ma elegante, con una verticalità naturale .


Tutti quelli del corso, hanno sentito l’ aspetto rilassante del giardino, l’ armonia tra arte, e natura, oltre che la tenacia di Camilla che sotto, dei boschi di roverelle, coltiva le sue perenni, tanto da avere un Bosco incarnato a primavera, ma il Bosco , terrazzato, a forza di trovare sassi é un monumento, alla laboriositá umana, che si sposa con la forza della natura , infatti il suo gruppo SU Facebook si chiama  il giardino Della Torre e delle Piante tenaci .

Angoli di piante particolarmente tenaci vengono tenute senze annaffiature, come centranthus, fioriscono tra le rocce, assieme altre fioriture toste.

il suo studio che si chiama : Atelier G’art si é occupato di restauri importanti come per un lavoro di Scarpa, e progettazione di giardini privati e di fondazioni importanti come Lavazza, e importanti conferenze sui giardini storici . 

I miei studenti vedendo, questi due giardini sono riusciti a vedere dal vivo ,  i vari stili di giardino, e come possono fare qualcosa di diverso, andando oltre il solito giardino fatto a casaccio dai garden, che impongono ai clienti delle scelte di dubbio gusto, perché spesso ignoranti di cosa è veramente un giardino, e quindi incapaci di spiegare ai loro committenti che si possa fare qualcosa di magico, a basso impatto ecologico, favorendo la biodiversità, e usando delle piante diverse dal solito. 

Così da dare un aspetto diverso dalle aziende, e attirando stranieri, che guardano molto a questi aspetti di immagine e di sostenibilità oltre che al prodotto.

Infatti ho parlato del rapporto tra giardino/ arte e potere , di come le cose sono intrinseche , e i diversi stili. Michele ha fatto una lezione pratica e poi abbiamo cercato di fornire una chiave per potere creare un giardino che rispecchi l’azienda, ma anche la persona .

Quindi un dialogo tra la natura, il paesaggio circostante, e i diversi stili di giardinaggio, dove molti grazie alla mia guida hanno trovato lo stile che ancora non sapevano di  avere. 

Quindi non una imposizione di uno stile, ma una panoplea di stili, per potere capire quale usare, o in caso di giardini già esistenti per dare un nome allo stile già esistente , così grazie alla coscienza e ad esempi simili, potere ridimensionare certi errori, certi errori 

trasformarli in pregi, oppure ampliare i propri orizzonti . Il caso di Fiorella era lampante, lei aveva un cottage garden, senza sapere di averlo, e ora sà come fare, anche grazie a dei consigli pratici dati da me. Una seconda parte verrà affrontata in in altra puntata del blog , dove gli studenti affrontano le insidie di entrare i vivai meravigliosi e mettere in pratica la teoria .

Per aver maggior info : Giulio Massimo Baistrocchi planthunter su Facebook 


https://m.facebook.com/GiulioBaistrocchi/


martedì 8 settembre 2020

Tropicalia parte prima



  • La nostra cultura é osessionata dalla fuga e dall' ritorno al giardino del Eden.Dove tra alberi strani ritrovare un innocenza perduta dalla civiltà a causa del frutto della conoscenza. Ecco quindi Milton con paradise lost, e anche se in maniera areligiosa ed estetizzante La Recherche du temps perdu'( che nel suo materialismo estetizzante e poetico sarà privo di aspetti religiosità, ma alla ricerca di un'innocenza borghese perduta) Cosa ci fà cercare piante esotiche anche dove il clima non lo permette ?

  •  cosa c é dietro questo desiderio? Nulla evoca di più, questo longing ( ricerca di qualcosa che non si è mai conosciuto con un misto di desiderio e di sogno) che paesaggi tropicali, vergini per potere sfuggire alla dannazione del freddo, della penuria e del lavoro delle società europee.Non a caso la visione originaria dell'inferno era di ghiaccio. ' anche nelle sue contraddizioni, l'essere umano, esattamente come l'antropologo, ha il dovere di cercare la via che porta alle origini, perché, anche se il percorso potrebbe sembrare futile, è invece l'unico che nella sua condizione di essere sociale trova il proprio senso.

  • ' Con questa frase l'antropologo Claude Levy-Strauss conclude i suoi pensieri nel' suo capolavoro : Tristes tropiques, dove và, alla ricerca di tribù, poco o quasi vergini da rapporti con la cultura occidentale che da Rousseau in poi viene considerata come infetta, dove l'' Homme en état de nature' viene visto come puro, coms un bambino, non ancora infetto dalla civiltà. 

  •  Nel 'Émile ou l'éducation' Rousseau, suggeriva che i bambini non fossero angustiati da un educazione formale finchè, non fossero fisicamente formati, giocando ed irrobustendosi nella natura per poi dedicarsi agli studi seri,quando adulti. 

  •  Questa visione dei popoli e di una natura come infantili, giustificarono, una visione europocentrica, dove la vera cutura era quella adulta e quindi poteva educare con benevolenza paternalistica o con la violenza questi buoni selvaggi.
  •  Jules Ferry, che é il caposaldo della scuola francese, aveva una visione assai dispreggiativa nei confronto dei cosidetti selvaggi che bisognava educare. Levy Strauss cancella questo germe europocentrico, nato in buona fede con Rousseau che suo malgrado é stato usoato per giustificare il colonialsismo.p Il giardino tropicaleggiante nasce dal colonialismo,come anche il giardino naturalistico all' inglese ( nato dai furti si piante nelle colonie e ispirato dal giardino del paradiso occidentale della setta di Nichiren)

  •  Nelle serre inglesi si ammassano piante esotiche dalle forme strane che colpirono le fantasie di fuga dal grigiore della rivoluzione industriale di Oliver Twist, di condizioni di vita inumane e dalla sporcizia prodotto dalle macchine sempre più presenti nella vita degli uomini. 
  •  Sempre più Candidi cercano un Eldorado sperduto nelle foreste tropicali, i racconti di viaggi diventano comuni ( Levy odiava i racconti di viaggio), jules Verne, kipling and so on. Come Levy Strauss ho sempre odiato i racconti di viaggio, e tra questi in particolare Salgari che mi ha sempre fatto vomitare.

  •  Ma la grandezza di Salgari é grazie a solo letture, e un accurata cartografie e studio delle geografia, di antropologia etc, é riuscito a ricreare un mondo, una cosmogonia, un pò come Tolkien, lo fece con il signore degli anelli,con carte geografiche in questo caso inventate, e con un antropologia fanstastica.( nata da una profonda conoscenza dei miti celti e germanici) .

  • Salgari é di sicuro molto più verosimile, ma all'invenzione di mondi immaginari autonomi e internamente coerenti, senza più la necessità di giustificare la loro esistenza come racconti di viaggio in luoghi esotici, sogni che scompaiono all'alba o favole. il povero Salgari fù sfruttato e per una miseria doveva scrivere come uno schiavo. 

  •  Kipling é stato accusato di razzismo in Kim , come Gauguin nella sua fuga dalla civiltà é stato preso di mira per pedofilia con le locali. Ma questo revisionismo storico ha senso ?

  •  Parafrasando Michel Foucault nella sua trilogia sulla sessualità parla di come la pedofilia, dipende da come definire un bambino, dipende dalle culture e che la maturitá sessuale varia dalle culture e dalle epoche. Michel F é per certi lati troppo liberista dal punto di vista della sessualitá, e non intendo favorire idee pedofile che erano molto in voga tra i pensatori francesi... 

  •  i racconti di viaggio fatti dai cercatori di piante, dal Beagle, all Endeavour fino al famoso Bounty( leggere i racconti appasionnanti di Silvia Fogliato)che parlavano di queste donne, cosi libere dai taboo della societá occidentale. questi viaggi alla ricerca di piante erano piene di pericoli e spesso si rischiava la vita nei tropici per portare le piante le piu strane, che venivano tutte messe nelle serre dei ricchi, dove spessi morivano perché c'era una forte ignoranza dei luoghi d'origine, e si mettevano le piante esotiche in stufe con temperature equatoriali. Famoso é il caso della Magnolia Grandiflora, il cui primo esemplare stette anni in una cosidetta stufa,senza andare nè avanti nè indietro per poi prosperare quando abbandonata:forí e prosperó.

  • Molte delle piante che crediamo tropicali, sono in realtá sub tropicali.(si riscontra generalmente nella zona posta tra il Tropico del Cancro e i 37° di latitudine nord nell'emisfero boreale e tra il Tropico del Capricorno e i 35° di latitudine sud dell'emisfero australe). i tropici hanno delle latitudini precise,e possono avere vari climi, dal desertico,al freddo ( in altitudine )etc. ma con due stagioni, quello secco e quello piovoso Spesso nel nostro immaginario collettivo, si confondono il clima equatoriale,con temperatura e una stagionalitá quasi invariata e dalla più o meno costante piovositá 

  •  'I tropici (dal lat. tropĭcus, a sua volta dal greco τροπικός, tropikόs, rotazione) sono i paralleli di latitudine 23°26'16" N e S, corrispondenti all'angolo di inclinazione dell'asse terrestre rispetto alla perpendicolare al piano dell'orbita. 

  • Essi rappresentano la massima latitudine, a nord e a sud dell'equatore, alla quale il sole può raggiungere il suo zenit; per entrambi gli emisferi ciò avviene in occasione dei rispettivi solstizi estivi, intorno al 21 giugno per l'emisfero nord e al 21 dicembre per l'emisfero sud. Dal punto di vista climatico-geografico i tropici separano la fascia intertropicale da quelle temperate delle medie latitudini. La fascia di terra tra essi compresa è detta appunto fascia torrida o fascia tropicale.( con distinzione tra clima monsonico e da savana) Le antiche denominazioni di Tropico del Cancro e Tropico del Capricorno per indicare rispettivamente il tropico del nord e del sud non sarebbero oggi più corrette in senso astronomico: infatti, laddove nell'antichità il Sole entrava effettivamente nella costellazione del Cancro durante il solstizio d'estate dell'emisfero boreale, e nel Capricorno in occasione dell'analogo solstizio nell'emisfero australe, oggi il Sole appare proiettato nelle vicinanze dei Gemelli a giugno, e nel Sagittario a dicembre

  •  Come faremmo senza santa wikipedia: Nel nostro imaginario le foreste tropicali sono cone le serre di Kew Gardens, le serre del jardin des plantes che inspirarono Rousseau il doganiere, nelle sue pitture naïves. Foglie,grandi o enormi come la Colocasia, esotiche come il banano, dai colori incredibili, dai fiori assurdi un misto tra forme di ucelli e insetti dai colori psichedelici. 

  • Tante du queste piante assurde si trovano da Mario Mariani che ne ha tante rustiche per il Nord di piante che vengono dalle grandi altezze dell' himalaya,o dal Chile etc che possono dare colore esotico a un giardino Nordico ,anche con delle piante comuni o dimenticate come COleus, Amaranthus, come aveva fatto ad Orticolario, l anno scorso. 
  • Per compensare la chiusura delle mostre di piante , e in tutta sicurezza e in adempienza rigida del social distancing apre le porte del suo vivaio Central Park a Dino Pelizzaro il re delle esotiche, al vivaio Montá che insegna come vestire i giardini con una famosa tropicale rustica :la Dahlia,amata dalle nonne e bistrattata in poi per tornare in auge grazie a Cristopher Lloyd.la libreria della natura con libri introvabili. E l associazione Utopia Tropicale e non a caso abbiamo parlato dell' fatto che viviamo i tropici un pò come una fantascienza. Un misto di false credenze, più vicine all' arte che alla realtá
Prime sue foto prese dal web. Da foto 3 a 7 tropical forests by Giulio Baistrocchi .www.giuliobaistrocchi.com come pure le ultime 3. Le altre prese dal web 

domenica 21 giugno 2020

Sogno di rose di mezza estate

Le rose del’ solstizio. -Il solstizio d’ estate é un rito che dovremmo smettere di chiamare  pagano ma animista. Nel dualismo Pagano/ Cristiano ha ... rotto (per usare un termine molto fine). 
La Treccani dice: pagano agg. e s. m. (f. -a) [lat. paganus, quindi propr. «abitante del villaggio», e più tardi «pagano»; il mutamento di sign. potrebbe essere dovuto al fatto che l’antica religione resistette più a lungo nei villaggi che nelle città. _Secondo un'altra ipotesi paganus, che aveva già nel lat. class. il sign. di «civile, borghese, non militare», contrapponendosi quindi a miles, avrebbe acquistato il nuovo sign. perché i primi cristiani, che si consideravano militi di Cristo, chiamavano pagani, cioè «borghesi», gli infedeli; più recentemente si è sostenuto che il pagus era un’entità non soltanto sociale ma anche religiosa, con proprie feste pubbliche sacre (paganalie), sicché paganus sarebbe stato colui che si manteneva fedele ai valori sacri tradizionali del pagus.
 Animista viene usata di più per caratterizzare i popoli non europei, ma perché appunto rimanere in queste dinamiche coloniali? -L’ animista é colui che sente un anima anche negli essere inanimati, negli oggetti, nelle piante e negli animali. 
Tutto ha un'anima, e quindi non c é separazione tra anima é corpo.
 Niente dualismo, separazioni, classifiche, pari dignitá a ogni essere, mentre le civiltà del libro danno questa esclusivitá all’ uomo e con questa scusa si può distruggere la natura, che é vista come una matrigna di Leopardiana memoria. -Per noi Latini, rappresenta -L’inizio dell’ estate, mentre per i popoli germanici é la festa di metà estate.
 E non a caso l’ opera di Shakespeare é chiamata Sogno di una notte di mezza estate, dove storie di amore si mescolano a fate e magie, di origine germanica, ma i Personaggi sono ateniesi, quindi un pastische comico tra mondo grecolatino e germanico che in realtá caratterizza bene l’ anima inglese, dei germani, un pò celtici, un po’ scandinavi e un po’ grecolatini, con ghirlande di fiori, pozioni fatte con la violette odorose e Musk roses! 
 Più in là parleró di questa rosa misteriosa e di una rosa moderna, anzi due che parlano di questa commedia shakespeariana. -Il giorno in cui la luce sconfigge le tenebre é anche il giorno in cui il calore aumenta, ma l’ oscurità, comincia quatta quatta a sgranocchiare le giornate e la fase crescente, iniziata col solstizio d’inverno, termina iniziando la caduta libera che porterá all’autunno e all’inverno. - La fase crescente é finita, e non a caso inizia il segno del cancro, in cui le acque cominciano a ritrarsi nella terra, dovuto ai calori estivi, in cui le radici devono pompare la vita dalle profondità, dove la separazione alchemica iniziata coi gemelli, porta la frescura liquida sotto, e il calore sopra fino a culminare col leone, scendere con la vergine e iniziare a capovolgersi con la bilancia. -Nei popoli mediterranei, il caldo che secca, nei popoli Nordici, la luce che non brucia ma che rimane senza quasi calare, ma piano piano dal solstizio scende piano piano, per questo per loro e per me, é una mezza estate e non un primo giorno di estate. 
Questo stare assieme, in Scandinavia, é limitato, e anche gli ormoni che sono congelati per la maggiore parte dell’ anno devono concentrarsi in un periodo breve, e quindi iniziano a vivere quella che per loro é l’estate meteorologica, in una maniera ostinata e quasi al limite del ridicolo. _L’estate inizia il primo giugno e il 17 si festeggia la midsommar, anche se spesso é freddo, piove. Non importa, bisogna festeggiare perché dal solstizio la luce. -La rosa in questione é la Musk rose, che viene citata nella commedia citata sopra. Graham Thomas ,e quindi di conseguenza Peter Beales, pensavano fosse la rosa Moschata, ma invece si pensa sia la rosa Arvensis, che al nord fiorisce durante il soltizio. 
Fa anche lei parte della stessa sezione Synstylae, dove gli stili sono fusi a colonna (il nome descrive questa caratteristica della parte femminile del fiore). -Peter Beales descrive la sua epopea, un pò ridicola, per cercare questa rosa che lui affermava estinta, ma se avesse fatto meno sceneggiati e fosse andato nel Mediterraneo, dove questa rosa é coltivata da secoli perché gli stili emanano un profumo erbaceo, potente ,che per certi hanno un sentore muschiato, ma non é profumo di muschio. 
 -In questo momento di idiozia collettiva, molti si schifferanno nel sapere che uno dei profumi più importanti, il muschio appunto, è prodotto dal maschio di un piccolo cervo dell’Indù Kush e dell’Himalaya, il Moschus Moschiferus, animale sedentario che marchia il suo territorio seminandoci le palline di muschio che si formano in due borsette attaccate sotto la pancia che assomigliano veramente a dei testicoli. 
 Il cervo muschiato dissemina il muschio durante la stagione degli amori come un messaggio destinato alle femmine che contiene tutte le informazioni al suo riguardo; età, stato di salute e patrimonio genetico, una vera carta d’identità olfattiva dall’effetto afrodisiaco… - Questo profumo poco etico che é nella base della profumeria é l’odore a cui viene associata la Rosa moschata. -In Uk faceva troppo freddo per poterla coltivarla per cui si fece rara. 
Gli inglesi fecero i soliti casini chiamando una rosa himalaiana, la Brunonii, come rosa Moschata Nepalensis. Peter Beales, che a volte era perspicace, si rese conto che questa rosa enorme fiorisce solo in primavera e non come 
 -la Rosa Moschata che fiorisce da luglio in poi. 
Si dice che la Moschata sia in realtá un ibrido e la Brunonii sia la forma originale. 
In effetti si trovano solo esemplari vicino alle abitazioni umane, anche se si pensa l’ areale sia l’odierno Iran, la famosa Persia dove é nato il concetto di giardino (paradaisos: giardino) e le rose damascene, che secondo studi genetici sono rosa gallica ( profumo di rosa che viene esalato dai petali) x moschata ( profumo erbaceo emanato dagli stili che si espande nell ‘ aria )x Rosa fedtschenkoana( puzza di acquaragia e rifiorisce in maniera sporadica). -La Moschata veniva chiamata rosa damascena scadens, per il suo essere semplice, ed ha dei bellissimi fiori a stella, dal profumo che allieta le giornate di luglio in un arbustone di tre metri, che amo molto anche se poco decorativa, e con foglie glauche e cinorrodi (bacche). Questo episodio finisce qui, approffitate del solstizio, e nei prossimi giorni la storia continua con un po’ di rosa arvensis, delle rose legate alla midsummer's night dream, e a una via vicenda amorosa che ricorda la pièce de théatre in Svezia. 
 Le foto di rose sono mie: in Ordine: Moonlight rosa del gruppo delle cosidette ibride di Moschata, poi due rosa moschata, poi foto di midsummer s presi da internet come anche del cervo, poi rosa fedtschenkoana