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lunedì 27 aprile 2020

La Rosa di san Marco/giorno della liberazione

Il 25 era il giorno della liberazione ma sono in gabbia, ed era San Marco e non sono riuscito a scrivere questo post , mio padre non c é più da 22 e ci penso molto ora che tanti perdono i loro cari a causa del Covid, come il mio caro amico Massimo. Quindi anche in ritardo scriverò della rosa di San Marco e della festa dove le rose sono molto importanti. La festa di San Marco, patrono della serenissima Posticiperó il post delle rose della risurrezione, che avrei dedicato alla più patriziA delle giovanne. Parlerò di un’ altra rosa, grazie a un messaggio di una mia altra cara amica Mariangela Bolla a cui stó progettando il giardino con rose antiche in via di estinzione a causa della Moda e piante di ogni genere. Questa rosa é ancora nel limbo, aspettando di rinascere A Venezia si usa dare un boccolo ( bocciolo) di una rosa a chi si vuole molto bene o si ama. Questa é la leggenda della rosa di San Marco é la seguente : non “Una bionda fanciulla di nome Vulcana, figlia di un Doge, si era fortemente innamorata di Tancredi, un lavorante assai valoroso e bello. Ma i due giovani comprendevano che il Doge non avrebbe permesso un tal matrimonio, perciò Vulcana disse a Tancredi di andare a combattere contro i Mori con l'esercito di Carlo Magno e di coprirsi di gloria: allora il padre non si sarebbe più opposto al loro amore. Tancredi partì e la fama delle sue gesta gloriose si sparse ben presto per il mondo. Ma un giorno arrivarono a Venezia alcuni cavalieri Franchi guidati dal famoso Orlando; cercarono di Vulcana e le annunziarono la morte del prode trovatore. Era caduto sanguinante sopra un rosaio, ma prima di morire aveva colto un fiore e aveva pregato Orlando di volerlo portare alla sua amata. La La fanciulla prese la rosa tinta ancora del sangue del suo Tancredi, non versò lagrima e restò chiusa nel suo dolore. Il giorno dopo, ch'era la festa di San Marco, fu trovata morta con l'insanguinato fiore sul cuore. Da quella volta il bocciolo di rosa, simbolo dell'amore che sta per aprirsi alla vita e al sole, viene offerto alle fidanzate nel giorno di San Marco, patrono della città di Venezia’( Fonte:/chanson de Roland ) Questo amore cavalleresco é stato sostituito da un amore usa e getta. Rose da taglio che provengono dall Africa e che sfruttano le popolazioni locali hanno sostituito la St Mark’s rose, detta appunto rose d amour semi doppia e non rifiorente.I Ma perché chiamare una rosa come il patrono di Venezia. en Ellen Willmott,( che amo particolarmente avendo lavorato anche se per breve tempo nel suo giardino Liguria) Donna affascinante e giardiniera prodiga( molte piante di estrema qualitá sono uscite dai suoi giardini), disse che la rosa era frequente a Venezia e che fioriva appunto per il giorno del patrono. Non si trovano ormai rose di san Marco abbandonate a Venezia, ma era abbastanza comune anche in Uk dove ci sono abbastanza testimonianze di questa Bella rosa dal fascino campagnolo ma sempre misteriosa e particolare La reine Graham Thomas noto rodologo inglese fece abbastanza per screditarla, tanto da Non prendere alla sua versione e al fatto che una rosa molto simile datagli da un’ altra Donna che non prendeva sul serio Norah Lindsay. Dopo anni dovette ritrattare, dicendo che La Rosa dedicata a un famoso dandy francese, diventato profumiere. Le quai d’Orsay e il museo gli fu dedicato. Lui provocó la moda delle rose all’occhiello, e la rose d’ orsay era appunto la sua preferita, tanto che ci fece un profumo Della rosa d’Orsay si parla di una leggera rifiorenza n ogni modo anche se simili alla semplice Virginiana, hanno un portamento diverso e i colori autunnali e le bacche che nella specie botanica sono stupende non sono così profuse, e ricordano una rapa, e quindi un’ altro dei suoi sinonimi é rosa x rapa ou rose de turneps, come appunto ritratto da Redouté. Ma ecco i problemi: Il nome botanico attuale sarebbe Rosa virginiana plena, la forma o varietá Dopping di una specie bellissima che é estinta nello stato che porta il suo nome, ma é presente in tutta la Costa Est fino al Québec. Ho appunto parlato di varietá, perché vi sono stati sprecati fiumi di inchiostro, a chiosare tra esperti se fosse o non fosse un ibrido con la Rosa carolina o una sua forma. É questo quello che fanno i rodologi, tante discussioni sterili, ma senza Il test del Dna sono tutte speculazioni vane. Non si Questo post é stata L’ occasione per fare una videochat, con il più grande esperto di rose botaniche: Alessandro Corbellini. Mi ha fatto vedere tutte le sue meraviglie. Da questa conversazione é che le rose americane che noi abbiamo in Europa sono assai lontane da quelle in situ, lui mi raccontò che prese la collezione di rose Americane dal più importante vivaio chiamato Loubert, ma dovette buttarle tutte perché totalmente errate ( Loubert é conosciuto per questo, ma i vivai inglesi sono ancora peggio). Questi errori sono ripetuti nel libro Rosiers Sauvages pubblicato da Ulmer. Lui fu invitato a classificarle in Canada, e ha notato che la rosa Virginiana selvatica é molto variabile, con mutazioni spontanee con una decina di petali, e lui ne ha trovato Negli states sono chiamate Banshee roses , É arrivato alla conclusione che in europa non c’é la rosa carolina ma solo una forma della rosa virginiana, quindi le chiose se sia la rosa virginiana plena un ibrido di o con la carolina, visto queste premesse e vista l’ estrema variabilitá della specie... Questa rosa é la versione semidoppia, e quindi meno forte ma molto bella, e conserva le colorazioni autunnali capaci di rivaleggiare con un acero. Per molto tempo é stata chiamata Rosa x rapa per la forma dei ricettacoli. Rosa x rapa.Bosc arrivò in Europa grazie allo scozzese Fraser, per poi finire da Dupont ( e quindi ritratto da Redouté e presente nella collezione di De Candolle). Questa rosa, sembra essersi diffusa in Uk tramite uno scrittore brits anico sulle colonie un certo Burnaby che la ricevette da il padre della patria americana, Jefferson... Nelle referenze si dice che la rosa x rapa é sinonimo di carolina plena ma che invece é un altra rosa dipinta da Redouté ossia la Rosa parvifolia multeplici che sembra essere stata riconosciuta da Wilson Lynes che era stata ritrovata a Roma ( New York) nel 1955,tra lillà e rose galliche. Dalle foto sembra in effetti più chiara. Questa rosa fú stata ritrovata anche in Nuova Zelanda dove i proprietari di questa rosa la cercarono in lungo e in largo finché non videro delle illustrazioni di Andrews, e arrivarono a contattare Graham Thomas che li passó il contatto di Lynes che la classificó come Carolina plena. Quindi due rose Virginiane simili e una Carolina plena abbastanza simile. Alessandro ne ha trovata un’ altra in Canada mentre era lì, chiamato a riconoscere le loro rose botaniche. Redouté le Mise nella sezione turbinatae a cui appartengono le francofurtana che non hanno nessun legame se non dei puntini sul ricettacolo. Una mia carissima amica mi ha regalato una rosa che devi capire se é una francofurtana o visto che era non lontano da Venezia chissà se non sia proprio La Rosa di San Marco. Charles-Quest Ritson, autore della monografia sulle rose della Royal Horticultural society e molti altri hanno detto che la rosa Virginiana é la rosa perfetta e non mi ricordo piu che disse che dovrebbe essere usata nelle ibridazioni e Non mi ricordo più chi si lamentava che non vi fosse una futura razza di rose virginiane. Il mago di Oz, Warren Millington ha fatto questa magia ma sarà la fonte di un altro articolo Foto : prima presa da internet. Altre : helpmefind e Wikipedia

lunedì 20 aprile 2020

Rose della rissurezione 2

Laure Davoust, anche detta l’abbandonata, é una rosa che ti uccide con la sua bellezza sfuggente. Questa rosa dopo la Reine é una delle rose trovate abbandonate più di sovente e che mi tocca identificare. Rosa indistruttibile, e pollante. É una rosa che mi fá pensare alla Mia amica Rosetta, che ha viaggiato in tutto il mondo, ma é molto legata alle tradizioni della sua terra. Ha scovato in tutto il Friuli delle rose antiche e aveva fatto una collezione di almeno venti rose del muschio che in Friuli sono le rose muscose, che suo fratello ha buttato su il diserbante. La mentalitá contadina, quello che non si mangia addio. Mi portò in una delle nostre pelligrinazioni nel friulanistan a vedere un esemplare enorme che aveva ricoperto uno stabile industriale, di una bellezza mortale, che faceva decine e decine di metri, e che pollonava. Ho saputo che é stata uccisa per fare pulito, tipico della mentalità contadina. Via natura, via poesia, tutto deve essere pulito e intonso. Il romanticismo e la bellezza non ingrassa. Rosetta ha visto tante rose scomparire, e con questo la memoria storica e un appiatimento culturale. Graham Thomas dice che é stata messa nel mercato nel 1843, quando é almeno di decennio piu giovane, come si evince da cataloghi dell’ epoca.I Questa rosa é variabimente catalogata tra le Sempervirens, Noisette o Multiflora. Questa rosa fioriva in piena ombra in una terrazza dove prima c’erano un amasso di rovine, perché la proprietá della famiglia di mia madre o Guasconi di Villamena, si chiama così perché si dice che ci fossero quaranta casa, e in effetti si trovano in giardino di Quaranta,nel Muggello una marea di sassi. Io passavo tutte le estati a togliere, massi giganti per dare fertilità e piantare rose per mia nonna. Loro erano la parte cadetta della famiglia e ottenero Quaranta, perché era la parte meno interessante, la villa e il Palazzo Guasconi di Firenze che é citato in Room with a view di Foster, dove nacque mia madre furono assegnate al maggiore, che poi vendette.Jag Nel ombra piu totale e tra le macerie, che io cercavo ogni anno di diminuire, lei fioriva con quei mazzetti enormi di fiori perfetti, pieni di petali che nascono di un rosa vivo per poi evolvere verso un carneo accecante che muore di bianco, come gli Hindu che si vestono in un candido lutto. I fiorellini perfetti sono a coppa ma sono talmente ricamati di petali da essere piatti. Buon profumo e sporadico fiore autunnale. La fioritura di un mese é impressionante. Il nome Laure, sembra un errore visto che é dedicata al maresciallo di Napoleone, che non ebbe nessuna figlia di tal nome, e la grandissima Agatha Christie del mondo delle Rose oltre che emerita scienziata ( Evoluzione all’ femminile é un suo libro da avere assolutamente e che ho recensito su questo blog), afferma che La Rosa si chiamava Davoust e che L stava come sigla di colui che la fece. Catalogo Generale Burdin Magg. e Comp (1838) Website/Catalog (1838) Page(s) 24. Rosai rampicanti Rosa multiflora Davoust il pezzo 2, 50 la dozz. 18,50 ( reference di Helpmefind). Questa rosa che produce miliardi di rose senza cure, é legata con La Rosa ‘Maréchal Davoust’ da cui non hanno nessun legame genetico, nessuna rosa potrebbe essere più lontana dalla presunta Laura cvs la muscosa del maresciallo. Dedicata al maresciallo di ferro Louis Nicolas Davout, il Maresciallo di ferro, uomo integerrimo fu L’ unico a non tradire Napoleone durante il suo esilio al’Elba, e fù lui assieme ad un altro ad accoglierlo. Nobile di nascita, divenne Duca di Auerstädt, dove grazie alla sua severa disciplina e le sue doti di stratega, riuscì a distruggere un esercito di gran lunga più vasto del suo in una situazione disperata. Cosa che si ripeté in più di un’ occasione. Napoleone disse di lui che : Pensavo che mi amasse, ma amava la Francia’ Quando Napoleone abdicò, lui continuò a combattere dicendo che Napoleone non mandava messaggi tramite i suoi nemici, d Luigi 18 dovette farlo tornare in Patria dove fù esautorato dei suoi titoli ( tra cui Pari di Francia), finendo i suoi giorni con una marea di debiti malgrado la vita frugale. I suoi uomini lo odiarono da vivo e lo piansero da morto, perché malgrado il suo polso di ferro, i suoi uomini erano tutto per lui, e si preoccupava in maniera assoluta che loro avessero i viveri e equipaggiamenti migliori. Questa rosa a lui dedicata é molto Bella e si vede assai di rado. É una muscosa alta che può essere usata come piccola rampicante, dal colore tra il rosa medio e lo scuro, muschio medio Una rosa semplice ma di polso come il suo omonimo. Un altra rosa é dedicata a sua moglie la duchesse d’Aüerstadt, in questo caso, una Noisette, rifiorente, apparentemente una mutazione di Rêve D’Or ma come William Allen Richardson, sono di qualitá troppo inferiore e sono dei semenzali. La duchesse ha uno dei fogliami più Belli nelle rose del gruppo Chinensis, di un rosso incredible quando nuove, e lucide. I fiori quando riescono ad aprirsi sono di un giallo limone freddo, molto belli ma basta un pò di umiditá é bye bye baby. la Duchesse era Aimée Leclerc, moglie del Maresciallo e cognata di Paolina Bonaparte. La laure rimane misteriosa e abbandonata, e forte come il Maresciallo. Foto prese da internet

lunedì 13 aprile 2020

Le rose della risurrezione , che ti ritrovi ovunque

Non ho l’ intenzione di fare dei post blasfemi, non intendo neppure fare ricerche bibliografiche, mi atterò, solo ai fatti. Ci sono delle rose che proprio non vogliono crepare. La ressurezione non é una favola, ma un dato di fatto. Come si fanno tante battute, sulla regina Elisabetta Seconda d’ Inghilterra, che era presente quando Adamo ed Eva arrivarono al giardino dell’Eden o che era presente durante l’epoca dei dinosauri, e migliaia di altri Meme Questa rosa é una regina, si chiama ’La Reine’, ma non é stata assunta in cielo, ne deriva dalla stirpe di Davide, é stata molto prosaicamente chiamata così da Laffay, per ragioni commerciali, per fare da satellite alla super star dell’ epoca la ’Rose du Roi, che inizialmente si chiamava rose Lelieur, ottenuta dal giardiniere Souchet, in onore del Conte, ma Luigi 18, chiese che venne chiamata, rose du Roi, ma durante i 100 giorni del ritorno di Napoleone, era così popolare che Napoleone volle che venisse ribattezzata rose de L’ empeureur, cosa inaudita per i brittanici che la ribattezzarono ‘Crimson Perpetual’,cosa inutile visto che dopo la restaurazione tornò a essere chiamata Rose du Roi, intanto il Comte Lelieur si era dimesso perché La Rosa non era più nominata col suo nome. Questa divagazione perché questa rosa famososissima di cui ci sono dei dubbi della sua esistenza efettiva malgrado sia estensivamente venduta, e malgrado sia una rosa Portland é uno dei caposaldi per la creazione degli ibridi perenni scuri, e poi gli ibridi di té. Altre rose sono state chiamate per esere le meteore di questa rosa. Rose du roi á fleurs blanches e Rose du roi á fleurs pourpres di cui sembrano essere delle plantule. Più verosmile é la Rose du roi panachée. Dopo tutte queste meteore, torniamo al nostro satellite, la Reine, che é ufficialmente i primo ibrido perpetuo, ma é quasi assente dai cataloghi, eppure la si ritrova ovunque. 90 percento delle rose antiche che chiedono di identificare é lei. Devi insistere con persone che dicono che non sanno come é arrivata nel loro Terreno che appartiene alla loro famiglia da generazioni che la rosa che probabilmente é stata sfalciata per piu di cinquant’anni e lei é rimasta sotto, aspettando una distrazione per fiorire e fregare qualche generazione sucessiva. Ecco che la chiamano rosa CENTIFOGLIA, e voglio fare una strage centifolia... che ricorda alla lontana... E in effetti perfino nella mecca della rodofilia vi sono delle foto della Reine tra quelle della rosa Centifolia. Per quelli di lingua spagnola, spesso confondono questa rosa per La Rosa de Castilla che dovrebbe essere in teoria una damascena, ma in realtà molti hanno una concezione abbastanza fluida della rosa x damascena É una rosa capace di pollonare nei posti più assurdi. La pianta non é di un vigore assurdo, sará Uno Zombie????? Anche degli esperti la confondo con una rosa che le rassomiglia La rosa del Gattopardo, ossia la Paul Neyron, rosa dedicato ad un oscuro Militare morto al fronte che divenne cosí famosa, che il colore della rosa, venne usato nella moda, il colore Rosa Neyron. Rosa tanto famosa, non così longeva, molto venduta ma é la Reine che diffusa dai contadini come la Queen Elizabeth nel secondo 900. La Reine ha mandato il Paolo a quel Paese e lo ha soppianto. La regina é più bassina, piu spinosa, e in clima caldo e secco, tra il Non e quasi Non rifiorente. Il Paolo é la sua versione caduta in un pentolone nucleare: rami che sembrano delle canne, quasi senza spine e con dei cavoloni che l hanno resa così famosa. La reine sembra il brutto anatroccolo, che rimane un anatroccolo, e che sotterra il pomposo cigno( i cigni bianchi li trovo orrendi) Insomma é La regina degli Zombie, fà fuori il Re, dopo avergli preso la fama, e fatto lo stesso con la diva modaiola. Rosa sconosciuta ma ovunque, state attenti di non trovarvela tra i piedi. Una survivor, non eccellente ma da avere. Foto prese da internet

venerdì 27 marzo 2020

Il Faut cultiver son f.....g jardin

Candide di Voltaire é un libro assai banale, ma assai utile in questo momento di Hortus conclusus. Quando ti rendi conto che nel mondo lá fuori non c’é l’ Eldorado, un posto remoto dove le persone usano la ragione e non la religione e dove non ci sono turbe pscichologiche dovute alle famiglia . Scappati appunto dalla prigione della genetica dittatoriale, aneli ad un mondo di libertà, di festa perenne, con persone che sapranno apprezzarti e invece non é così. Questa é la prima illusione dei pargoli che scappano dal giardino di famiglia, incontrandosi in una giungla implacabile che una ad a una distrugge come un maestro zen, ogni velleitá. Questa giungla non é il paradisö terrestre, o il mitico Eldorado, che causò il genocidio idio degli indigeni del mesoamerica( nella realtà storica e non nel libro. Candide é appunto l’antieroe che con la sua ingenuitá, un pò come gli asperger, si schiantano contro le regole del vivere umano e le sue abissali incongruenze. In questa burla del roman d’ apprentissage, come tutti i fuggiaschi dal nido, sono assetati di avventure, come quelle che noi trangugiamo nei film o nei romanzi d’avventura. Invece di avere il Coronavirus il libro parla del terremoto in Portogallo dove le persone come adesso tirano fuori il peggio di sè.I In realtá questo libro un pò ridicolizza, questa sete di nuove contrade, da potere marchiare come i cani che ci portano a spasso in questo periodo di prigione virale, in questo tempo libero così anelate dalle working classes, per avere l’illusione di trovare se stessi, tra palme e pesci volanti in terre dove invidierebbero l’alienazione del mondo moderno che tanto aborriamo ma a cui facciamo l’eterno ritorno tra un jet lag, e una riassestare la dimora abbandonata durante la fuga dalla routine. Candide é anche il fracassarsi delle ideologie. La voglia di cambiare il mondo dopo averne gustato gli acidi frutti. Lo scoprire il famoso adagio non dare perle ai porci. Non c’é la furbata, del ferma attimo sei bello’tipica del successivo romaticismo tedesco, alla Goethe, dove arriva la redenzione, al sognare un mondo perfetto, di una razza lavoratrice....che fá molto precursore del Hilterismo. L’idealismo porta solo a grandi disastri, e a tirare in seguito il peggio di candide. In questo libro si fá una critica dell’ottimismo di Leibniz, il migliore dei mondi, che oggi riesumiamo con gli slogan andrà tutto bene. Non andrà bene un ... . C é una satira della cultura europea tra il dogmatismo cattolico e l’idealismo protestante. Ma Candide non cade neanche nel Nichilismo, bisogna coltivare il proprio giardino, cosa che in questo periodo sta diventando assai necessario. Pochi amici per coltivare quello che abbiamo. E eventualmente il nostro esempio potrá essere da ispirazione per altri, per poi creare una rete. Adesso citeró Wikipedia: “ I giardini sono ritenuti, da molti critici, svolgere un ruolo simbolico fondamentale nel Candide. Il primo luogo comunemente identificato come un giardino è il castello del barone, da cui Candido e Cunegonda sono sfrattati nello stesso modo in cui Adamo ed Eva sono cacciati dal Giardino dell'Eden nella Genesi. Ciclicamente, i principali personaggi di Candide concludono il romanzo in un giardino, luogo che potrebbe rappresentare il paradiso. Altro "giardino" più importante è El Dorado, che può essere un falso Eden, perché immaginario, dove come nei sogni di Voltaire si praticano il deismo e la tolleranza.[15] Altri giardini, forse simbolici, includono il padiglione dei Gesuiti, il giardino di Pococurante, il giardino di Cacambo, e il giardino del turco. Questi giardini sono probabilmente i riferimenti al giardino dell'Eden, ma è stato anche proposto, da Bottiglia, per esempio, che i giardini si riferiscono anche alla Encyclopédie, e che la conclusione di Candido che bisogna coltivare il "giardino" simboleggia il sostegno di Voltaire per questa impresa. Candido e compagni, mentre si trovano alla fine della novella, sono in una posizione molto simile a una cerchia filosofica unita che Voltaire ha sostenuto con la Encyclopédie (il circolo di Diderot): i principali personaggi di Candide vivono in clausura a "coltivare", proprio come Voltaire suggerì ai suoi colleghi, che lasciano la società per scrivere (come fa Voltaire stesso). In aggiunta, ci sono prove nella corrispondenza epistolare di Voltaire che aveva usato altrove la metafora del giardinaggio per descrivere la scrittura del Encyclopédie. Un'altra possibilità interpretativa è che Candido coltiva "il suo giardino", come impegno in occupazioni necessarie, per nutrirsi e come lotta contro la noia. Candido è sia epicureo (filosofia del giardino, appunto) che stoico”. In questa fase di medioevo telematico, dopo il crollo del neoliberismo, l’unica soluzione é appunto coltivare il proprio giardino, come Voltaire faceva con i suoi amici del Encyclopédie. Pochi amici e un piccolo progetto, come nel caso della pagina di Facebook di Mario Mariani, dove si tenta di salvare le piccole aziende vivaistiche italiane. Di persone che passano tutto il giorno á cultiver leur jardin. Ma proprio perché un po’ candidi, non hanno nessuna strategia commerciale. Il vivaismo di nicchia, a differenza di quello industriale, vá protetto, perché sono artigiani. Esattamente come les enciclopèdistes. Sono gli artigiani veri e non quelli di poltrone e sofà, che sono la chiave e l’anello debole,che gli stati ignorano, considerando i beni industriali come beni necessari, a scapito delle partite Iva, come quelle dei giardinieri. Nella pagina di Mario si promuovono anche scultori, e vasai come Monica Bispo,cestai etc... Un piccolo mondo, che si autoaiuta, ma che Non é chiuso in sé stessi Quindi mettete mi piace e condividete la pagina Foto Prese da internet

sabato 21 marzo 2020

Pensare a un futuro

Festeggiare l’equinizio di primavera quando tutto va male. La primavera, noi giardinieri la veicoliamo. La primavera va celebrata anche se tutto a .... . , non per illudersi che il mondo esterno, sia Walt Disney. La natura é dura e spietata, ma va celebrata perché é comunque migliore del mondo parallelo che ci siamo costruiti con concetti idioti, di bene e di male, che rendono l essere umano spietato dietro una maschera di bontà e idealismo.La primavera é il rinnovarsi che bisogna festeggiare anche se in col terrore del futuro. Il terrore del mondo esterno, é una cosa che un asperger vive da sempre. Si fà finta di niente,ci si convive. Ogni mattino é un posticiparlo, ma devi affrontarlo, e sprechi una marea di tempo a prendere il coraggio di andare fuori. Questo periodo, non é tanto diverso dal mio solito, mi sembra una cosa famigliare. Il dovere darsi forza, e obbligato dal giardino, e dalle piante, che se non le curi muoiono. Il giardino é quello che mi spinge a non rimanere nel mio autismo. Il contagio di un batterio se pur mortale, crea in me, meno paura delle dinamiche sociali umane Le mostre di giardinaggio é quello che mi porta a diventare, l’esatto opposto, estremamente sociale, e come Asperger camaleonte, e figlio di diplomatico ho imparato a memoria come socializzare, ma non é automatico, e richiede molto tempo dopo la socialità per riprendersi. Per un aspie i comportamenti sociali sono assurdi, e bisogna trattenersi per non fare l’esatto opposto di quello che farebbero la maggior parte degli umani. Con le piante there is no bullshit, i fatti sono fatti, e non ci si può mentire, o raccontarsela. Quando devo interagire con i miei vicini( in generale ) e non ha la protezione della mia foresta, e gli umani, sempre a trafficare, fare rumore, fare lavori, un continuo stress inutile. Le piante sono quello che mi ancora, e che protegge. Per me la quarantena, é la normalità, e quindi sono preoccupato per quelli che non ne sono abituati, a che tutti stiano il meglio possibile. Io non vi imbandoleró con idiozie, andrà tutto bene, flash moby (del ) DICk :)o altre idiozie che servono alle persone per tranquillizzarsi. Non va bene un moby dick, siamo in bancarotta( me compreso) e non ci riprenderemo, non cantando come dei cretini, ma autoaitandosi economomicamente, come stà facendo la pagina online In Bella mostra ( vedasi articolo precedente) . Il mondo delle piante, é molto coeso e pronto ad aiutarsi, e in effetti é nata anche la pagina piante in linea che vende le piante che i vivaisti non riescono a vendere. Ma con tutto quello che succede, non dovremmo pensare a cose più utili. La risposta é no e la trovo, nel epicentro del orrore : Bergamo, dove ci sono undici pagine di necrologi e l’esercito viene adoperato per smistare i cadaveri. Questa risposta la trovo nella leonessa Nadia Carrara, conosciuta grazie al mitico gruppo su Facebook: il giardino e le rose( é un gruppo che ha permesso grazie alla personalità istionica di Gio Masullo, é un network molto compatto di giardinaggi.. Lei coltiva il suo balcino, legge, cuce, e ogni tanto si mette i suoi profumi. É una donna mozzafiato, e voi cattivi penserete che sia una donna vana e superfiale E invece é tutto il contario, Nadia ha giá perduto parecchi dei suoi cari per il coronavirus, e passa buona parte del tempo a consolare persone in lutto. Ma per Nadia, chi c é a consolarla e a darle supporto?. Il Nadia trova forza nelle cose che tanti moralisti sarebbe pronti a giudicare come vani. Nadia non ha paura di morire, eppure si gode delle piccole gioie della vita. Nata da emigranti poveri in Svizzera, lei passó molto tempo da sola e imparó a passare il suo tempo da sola, e quindi non capisce quelli che non riescono a stare a casa in questo momento in cui bisogna sacrificare la propria libertà per il bene comune. Nadia é molto fiera del eredità paterna che si ribellò ai soprusi fascisti e fù così malmenato da avere problemi agli organi interni. Questa eredità gli ha dato, un grande senso di giustizia, profondamente ancorato nella sua persona. Ma senza la gelosia, la madre lavorava come cameriera, per gente ricca, e li poté far conoscenza di svariati libri e leggere leggere leggere. Tutte attivitá ludiche, ma guadagnate con duro lavoro, già a sedici anni, faceva modelli e cuciva e cominciò a guadagnare e a staccarsi dalla famiglia. Quindi imparò a essere indipendente, ma poi dovette anullare i suoi sogni perché incinta. Suo figlio due anni fá ebbe un brutto incidente, che rischiava prima di lasciarci le penne, poi di non ritrovare la mobilità che ha ritrovato solo in parte. Per ben due anni, ha dovuto mettersi maschere, entrare in reparto rianimazione, bruciare i vestiti, quindi per lei questa situazione che stiamo vivendo é la normalità da due anni. Eppure ha cercato di recuperare io vecchio giardino della sua cittá, Salvando le rose dall incuria. Dopo aver lottato con le amminstrazioni, ha continuato ad occuparsi del suo terrazzo con tanto amore. Quando si sente triste, semina. Pensa al futuro, anche nella piu cupa delle sofferenze. Ha una visione molto chiara di come si é spanto il virus, nella sua cittá. Dei contatti delle fabbriche locali strettissima con la Cina, imprenditori italiani che tornando dalla Cina hanno infettato involontatiamente and so on. Poi degli ospedali, dove lavora sua sorella, che grazie a un tam tam di infermiere é riuscita a capire dove erano internati i parenti con Cov, un privilegio in questo periodo dove sai che i tuoi cari entrano, ma poi Non si sá piu nulla . Nadia Non ha paura di morire, consola, pianta, semina, legge. Compra piante e non rimuncia ai piccoli piaceri. Grazie al mondo online, di vivaisti e appasionati, ho conosciuto questa bellissima persona. Siamo una Comunitá molto unita. É solo con la voglia di autoiutarsi come facciamo noi,pur rispettando le distanze é l isolamento. Nadia Non soffre minimanente la solitudine, l ha imparata da piccola é l ha coltivata, facendo le sue scelte in maniera sofferta ma Libera.

sabato 14 marzo 2020

Le piante amano il letame più della cartaigienica

I In questo periodo dove il letame abbonda nella vita degli italiani, le piante ornamentali, possono essere la risorsa che gli anglosassoni cercano disperatamente nella carta igienica. Le piante ornamentali sono inutili, e non servono a niente, però sono la chiave della nostra ricostruzione dopo il coronavirus che sarà una stangata per la nostra economia,ma questo fermarsi sarà un buon modo di ripartire.Sono asperger, e per me la quarantena é la mia vita. Il mondo esterno mi crea ansia. Ma poi quando esco di casa, non voglio tornare. Generalmente esco per le piante e per i miei amici di piante. I miei amici di piante, sono una cominitá molto unita, tra cui ci sono anche molti vivaisti di grandissimo calibro. Siamo tutti dei drogati e loro non sono altro che dei spacciatori che per avere la roba buona spacciano:) Questa mia metafora droghereccia é per dire che spesso i vivaisti non sono dei venditori nati, ma la vendita di piante si basa essenzialmente nelle fiere di piante, che sono in realtá piú una scusa per conoscere altri amatori e contagiare:) dei neofiti con piante particolari. La parte commerciale c’é ma spesso sembra più un mercato di galline che un vero marketing. Spesso é l’aspetto marketing é assai raffazonato, a volte il customer service é inesistente, e spesso sono anche burberi se non li conosci. Parlano una lingua loro e hanno zero empatia per chi non considera quello che dicono delle ovvietá. Poi ormai abbiamo piante al Lidl,piante perfette,che sembrano aver fatto la permanente. Perché prendere piante più care che sembrano uscite dal Biafra,più care e da dei burberi che parlano una strana lingua e che a malapena vi tollerano? Le piante Barbie son belle e quelle della Lidl son anche discrete. Secondo me sono piante che uno si mette nel carrello, per iniziare,oppure se se ne compra così tante da aggiungere. Lidl comprano delle quantità impressionanti, e quindi prezzi stracciati. Ma il nostro povero Homo vivaistas Burberiensis con la sua anda sospettosa nasconde una persona che ha passato mesi, se non anni di ricerca per delle piante tramite scambi tra altri pusher. Spesso fatto prima dell’ era internet. Un esempio lampante é Il mitico Dino Pelizzaro, che ti può mandare a quel Paese, ma anche in una flera dove Non aveva venduto niente, tu compri una pianta sia per ingordigia che per solidarietá e lui te la regala. L Homo v burberiensis,é una figura che intimidisce, e spesso sono piante in apparenza insignificanti,esposte assieme ammassate come se fossero patate. Le piante sono nascoste e sembra che faccia di tutto perché le persone non le trovino. Loro hanno penato, cercando su astruse riviste botaniche, biblioteche, giardini botanici e non riescono a capire che oggi le cose devono essere messe letteralmente in bocca ai clienti perché se ne accorgano. Non c é il piacere della ricerca, tutto deve essere disponibile. Dino fa parte di questi circensi delle mostre di piante di qualitá, che portano in giro dei tesori impossibili, come se fossero delle patate, non ha un sito web. É da una vita, che fá le fiere, é giá due anni fá quando lo aiutavo a Murabilia, lui disse che le mostre finiranno. Il virus (del) C ha in effetti eliminato ( giustamente) le fiere del settore. I would >Annalisa Glorio, delle rose profumate di Glorio non aveva avuto un guadagno da ottobre, aveva speso 30 000 euro e aveva messo in preventivo di pagare i debiti con le mostre di giardinaggio. Dalla Liguria, da vent’ anni, portano migliai di piante con 5 rifornimenti per questa mostra che durava 10 giorni e poi rimanevano nel nord-est per altre fiere. Per questa mostra di marzo, adesso dovrà tagliare tutti i boccioli e buttare via le piante, e mandare via il personale, e probabilmente molte piante le dovrà buttare e piantare pomodori 🍅. Molti giustamente dicono servono cibo, adesso che siamo tutti messi male, le condizioni economiche sono disastrose per tutti, e bisognerà cercare di sopravvivere e le piante non commestibili sono inutili . Però l’economia di un Paese si basa sulle cose inutili, e non sulle cose utili. Quindi se vogliamo sopravvivere dobbiamo dare importanza alle cose inutili come le cose che danno goia come le rose. Questo lo potremmo fare con intelligenza, cercando di prendere meno piante nei supermercati, o di piante che troviamo tutte fiorite appena uscite dall Olanda. Prenderemmo prodotti italiani. Quando ho lavorato per il Chelsea flower show che sono le olimpiadi delle piante, gli inglesi erano stupiti della qualitá delle piante di Flora Toscana e in effetti vinsero l ’ oro. Matteo La Civita grande designer italiano che vive a Londra trova che la qialitá delle piante italiano é di gran lunga superiore a quella inglese, e che si trovano delle raritá ma che i vivaisti nascondono, perché i clienti vogliono solo le piante che hanno tutti. Gli italiani hanno paura di provare cose nuove e cose che Non si presentino in maniera impeccabile. Questo patrimonio é in pericolo ed é una grande richezza che i vivaisti stessi non sanno mettere in risalto, e dargli valore: é difficile capire che siano piante di valore, coltivate con amore e arte, e per di più che costano di piú. Ma per ovviare a questo c é l’ enfant terrible’ del giardinaggio italiano: Mario Mariani. L’idea e l ’organizazzione sono del suo braccio destro Matteo Boccardo. Gli stand diMario sono caratterizzati da piante rare, sono delle installazioni di arte, di una raffinatezza incredibile. Lui aveva giá capito che fare le mostre, non serviva più, e si era dedicato a fare giardini di Alto livello.I have Ultimamente faceva mostre, solo per scopo educativo, visto i costi degli stand, del trasporto, degli alberghi etc... Ma vista la situazione ha pensato ai suoi amici e colleghi che ricavano da cui vivere dalle mostre. Ha deciso di creare : In Bella Mostra una platform online,in cui le persone possono vedere esposti i prodotti e i vivaisti, con la loro filosofia e di perché vogliono fare conoscere certe piante. Il mondo delle fiere é come il circo, dove si si scarica, si allestiche, si gira negli altri stand e si é creato come una famiglia,(L ho fatto per quindici anni di lavorare per loro)assieme ai clienti. Questa famiglia é molto unita, e questa unitá,può essere di essmpio per la ricostruzione del nostro paese, che stá vivendo una piccola Guerra. Questa famiglia di artigiani coltivatori potrá essere d esempio per altri gruppi di artigiani, che sono comunque legati a questo settore come idraulici, elettricisti, chimici etc, per creare un networking. Questa crisi deve insegnarci, lo smart working che il mondo del vivaismo italiano, come del resto buone fette del paese sono molto carenti, ma bisogna cambiare, tanto nessuno ci aiutaI . Mario mi ha contattato perché giá nel Mio gruppo di piante particolari pH 5.5 cercavo di postare i post dei vivai che di cui conosco la grande qualitá come I vivai Glorio,come Vivaverde di Monica Cavina,come erbaio della Gorra, il peccato vegetale, Anna Peyron, fratelli gramaglia, Angelo Paolo Ratto, floricultura Billo Comprate italiano, e di qualitá,online con meno emissioni tossiche dovuti ai spostamenti. Leggenda : 1)foto iniziale (Pinterest)2) La super blogger Tiziana Sanna, col suo mitico Furighedda Garden. 4) serre di Annalisa Glorio , rose che verrano tagliate perché Non vendute. 5) il peccato vegetale, grandissimo vivaio di Geramium e erbacee perenni.6) Maria Teresa D’Agostino, landscape designer( Fondazione Prada)8)vivaisti a Masino mostra storica 9) Annalisa Glorio 10)Lucia Mazzarello 11) la super Margherita Lombardi,eccellenza della rivista ‘GardeniA’ e autrice di Botanical Trips e Nadia 12)Mariani 13) Cristina Rebeccani Coretti, creatice di meraviglie e Ann Boddy,14)Mariani con Monica Cavina ( vivaio Vivaverde)15)Matteo Boccardo 16) Monica e le sue super lavande , vivaio Angelo Paolo Ratto 17) Fliricultura Billo, L eccellenza per i garofani Credits : Cristina Rebeccani Coretti. Nadia 🦊